
un piccolo cagnuzzo, rinchiuso e rimasto solo perchè strappato al suo unico amico chiede aiuto quì
un piccolo cagnuzzo, rinchiuso e rimasto solo perchè strappato al suo unico amico chiede aiuto quì E siete voi il mio remedio, come il ritrovarvi, lo scontrarmi con voi e l'avvicinarvi per uno scambio che è corpo e musica e qualcosa fra le righe che non so mai dire nè scrivere ma passa su quella musica che è nostro sogno ma anche vita. Uno strappo alla vita banale così pesante così pur sempre bella ma scura di problemi aggrovigliati. E siete voi il mio remedio, amici cari e tanghi ed erba che si muove, e cresce e passa e ritorna. Piccola, piccola cosa e piccola io. Un prato nero di margherite lucenti sopra la testa, notte, la schiuma bianca del mare che il tuo motoscavo sotto di noi apriva con forza mentre io in piedi, occhi aperti, felice, sballottata e bagnata d'acqua e di salsedine . Un'isoletta arida e fiorita sempre più vicina. E' il mio ricordo più bello con te. Un sorriso pacato. Lavoro duro. Poche parole. Troppe stecche di gauloise. Una Pasqua con vecchie nonne. E ora un addio. Non riesco a trovare molte parole. Non sono affatto d'accordo con chi dopo questo disastroso risultato elettorale se la prende con gli Italiani. Gli Italiani hanno i loro difetti. Li conosciamo bene. Sono immaturi, non hanno ancora il senso dello Stato e delle Istituzioni. Alcuni fanno i furbi, lo sappiamo, e amano chi è furbo e va contro le regole. Ma è troppo facile. E' troppo facile dire sono rozzi e ignoranti e quindi votano male. Se si perde, l'unica cosa saggia da fare, è guardare la trave nel proprio occhio. La sinistra ha fatto molti errori. Chiunque ...di sinistra...in cuor suo, lo sa. E' stata distante dai problemi più gravi degli Italiani, non ha saputo dare voce credibile ai sentimenti di protesta. Non ha colto abbastanza il grido di chi, a sinistra, parlava di moralizzazione. Io non mi sono mai sentita rappresentata in questi ultimi anni. Non ho mai capito da che parte stava questa sinistra da me votata ormai da decenni. Non ho mai capito dove si collocava se abbastanza a sinistra o troppo al centro, guardando a destra. Burocrazia soffocante. Precariato. Inflazione. Servizi. Laicità. Tutti temi su cui non ha mai avuto una posizione netta. "Forse, ma no." "Lo facciamo, ma poi no." Questo è il balletto da molti anni! Come si può pensare che sia credibile una sinistra così poco decisionista, poco schierata, poco compatta? Poi è tutto vero, tutto quello che continuiamo a dirci per consolarci: il monopolio dell'informazione , la disonestà intellettuale della destra, gli inciuci. Ma quante volte noi tutti abbiamo pensato: "Perchè, perchè non fate qualcosa di sinistra!?" Non solo, questo ricatto sul Perlusconano che incombe sulla nostra testa nel caso in cui non votassimo e a sinistra, non paga più ed è giusto così! Fatevi votare per la vostra efficienza e preparazione non per le pecche giudiziarie del vostro avversario che usate come spauracchio. Basta! La svolta di Veltroni può essere stata giusta ma deve ora produrre più contenuti (di sinistra), più coerenza (di sinistra), più sostanza (di sinistra)! Poi una provocazione: non è che la sinistra ha fatto troppo poco per cercare di arginare l'imbarbarimento antico e nuovo degli Italiani? Quante volte la sinistra dei politici ha strizzato l'occhio a Perlusconi? Vi ricordate Guzzanti? Quando imita Rutelli, riproposto tante volte, quando dice "Perluscò ricordati degli amici! Ricordati di chi ti ha voluto bene!" Raccolgo l'invito dell'Amico Rearwindow e del simpatico Contenebbia sottoscrivendo il loro post che sollecita a NON votare il Berlusconano e ne scrivo pure uno Lei improvvisamente prese la chiave appesa alla porta. Era una chiave grandissima, di ottone credo, pesante e tutta intarsiata, fin da quando ero piccola mi aveva sempre affascinato. Ma io non ero mica grande, in quel momento, no, credevo di esserlo. Ma quando lei, in preda all'ira, afferrò quella chiave, sentii un'onda di ghiaccio formarsi nel cuore quasi a fermarlo e mi vidi, come in uno specchio deformante, di nuovo piccolissima. Ebbi paura per la mamma. Fra le urla di entrambe quella chiave si muoveva come un re infuriato. A quel punto qualcosa mi disse di oppormi a quel re d'ottone. "Smetti, su, lasciala, posala, insomma!" mi sentii dire. Lei posò la chiave e la mamma mi disse: "Vai, cerca papà, digli di venire subito!" Io con le scarpe che volavano, scesi le scale, feci tutta la discesa senza guardare nessuno, e dopo aver attraversato quasi interamente la magica strada dei Palazzi più belli della città, salite le scale del magnifico cortile del Palazzo dove sapevo si trovava l'ufficio di papà, entrai in quell'antro oscuro che era la seconda entrata. Era un corridoio interamente di vetro con pareti di vetro, porte di vetro, ma tutto buio e senza anima viva e io sentii per l'ennesima volta che mi sarei persa. Dove diavolo era il suo ufficio? A chi chiedere? E ora? Cosa sarebbe successo? La chiave terribile, potente, roteava sopra la mia testa. La vidi sul soffitto dell'ascensore che come una gabbia di metallo vecchia e fredda si beava della mia prigionia e del mio spaesamento.A un tratto la porta si aprì e mi ritrovai in un corridoio bianco con tutte porte bianche, chiuse. Una figura passò senza vedermi. No, non ce l'avrei fatta, lo sapevo. Le lacrime cominciarono a scendere ma decisi con disperazione di chiedere la via giusta a una seconda figura umana. "Chi cerchi? Chi? No, non è quì, non lo so dov'è, hai sbagliato piano, no, non puoi andare lì. Prova più sotto, o forse più su. Chi può dirlo? Forse non c'è neanche.Sarà andato via. " Ripresi l'ascensore e al rallentatore tornai a casa. Non so se mio padre tornò, non lo ricordo, i ricordi di quel giorno diventano sempre più deboli nella mente e si sfumano sempre più, sempre più labili nonostante la forza che avevano dentro, la forza della rabbia di lei, che non si potè placare certo come il mare dopo una burrasca. Ma ormai tutto era cambiato per noi. La chiave così piegata tacque da allora, per molto tempo ancora, sulla porta, come prima. Quella curva rimase come presagio, monito: qualcosa di imprevisto e terribile può sempre accadere. In ogni momento.
Immagini Fausto Danielli e Caterina Zanodella Musica : Tarantella - live - M.Gangi: Suite Italiana3 - "Libra" Guitar Duo D'accordo i suoni che emette sono un po' da gatto ma si sente che è un discorso articolato. Il miao miao semplice è tutta un'altra cosa. Così la sento dall'altra parte del muro che racconta, discute, argomenta. Non riesco a capire quel che dice, ma secondo me in corridoio c'è un fantasma. Io e Pop, la sera, siamo troppo nervosi e guardiamo troppa TV o leggiamo e ci addormentiamo e la catechizziamo: non saltare lì, non fare là. Così gatta a un certo punto va in corridoio e parla con il fantasma del corridoio. Lo chiama, lo saluta quando arriva, si sente che è contenta, in altri momenti bisbiglia o si infervora. Una sera di queste, quando tutti dormono, pure io vado a parlare con il fantasma del corridoio. Hai visto mai! Almeno faccio due parole in libertà con il fantasma del corridoio! Un'Italia cantata ma inesorabile ci porta in fretta verso un futuro confuso ed incerto che è ben difficile prevedere. I sogni rischiano grosso. Rischiano la discarica. Ma non voglio rinunciare a sperare e così continuo a guardare, a tendere verso quello che amo di più. Le nuvole mi seguono, ci seguono e non scompaiono. Andrò in un antro scuro e buio a ritentare ancora. A cercare la verità. Una verità più netta. Auguri a noi.

About the things we've gone through
Though it's hurting me
Now it's history
I've played all my cards
And that's what you've done too
Nothing more to say
No more ace to play
The winner takes it all
The loser standing small
Beside the victory
That's her destiny
I was in your arms
Thinking I belonged there
I figured it made sense
Building me a fence
Building me a home
Thinking I'd be strong there
But I was a fool
Playing by the rules
The gods may throw a dice
Their minds as cold as ice
And someone way down here
Loses someone dear
The winner takes it all
The loser has to fall
It's simple and it's plain
Why should I complain.
But tell me does she kiss
Like I used to kiss you?
Does it feel the same
When she calls your name?
Somewhere deep inside
You must know I miss you
But what can I say
Rules must be obeyed
The judges will decide
The likes of me abide
Spectators of the show
Always staying low
The game is on again
A lover or a friend
A big thing or a small
The winner takes it all
I don't wanna talk
If it makes you feel sad
And I understand
You've come to shake my hand
I apologize
If it makes you feel bad
Seeing me so tense
No self-confidence
But you see
The winner takes it all
The winner takes it all...
Chi Vince Prende Tutto
Non voglio parlare
Di quello che abbiamo passato
Sebbene mi ferisca
Adesso è storia
Ho giocato tutte le mie carte
Ed è quello che hai fatto anche tu.
Non c'è più niente da dire
Nessun asso da giocare ancora
Chi vince prende tutto
Chi perde si sente una nullità
Accanto alla vittoria
Questo è il suo destino
Ero tra le tue braccia
Pensando di appartenerti
Credevo avesse un senso
Costruirmi un recinto
Costruirmi una casa
Pensando di essere al sicuro
Ma sono stata una sciocca
A giocare rispettando le regole
Gli dei tirano i dadi
A mente fredda
Mentre c'è chi quaggiù
Perde qualcuno di molto caro
Chi vince prende tutto
Chi perde deve cadere
E' semplice e chiaro
Perché dovrei lamentarmi.
Ma dimmi, lei ti bacia
Come ero solita fare io?
Si sente la stessa cosa
Quando lei ti chiama per nome?
Da qualche parte nel profondo
Dovrai pur sentire che ti manco
Ma cosa posso dire
Le regole vanno rispettate
I giudici decideranno
Quelli come me sopportano
Gli spettatori dello show
Restano in platea a guardare
Il gioco continua
Amante o amico
Tanto o poco
Chi vince prende tutto
Non voglio parlarne
Se questo ti rattrista
E posso capire
che tu sia venuto a stringermi la mano
ti chiedo scusa
se ti rattrista
vedermi così tesa e sfiduciata
ma vedi,
il vincitore prende tutto
il vincitore prende tutto..



Qualcuno la prende, la chiave più grande, troppo grande e decide per te della tua vita. Con quella chiave apre un periodo spaventoso pieno di luoghi difficili da percorrere, con imprevisti ed incognite, momenti pesanti da decifrare. Stravolge la tua vita per un attimo o forse più. E non puoi farci nulla e niente può fermarlo perchè, ed è questo fondamentale, anche chi brandisce la chiave malefica ha le sue ragioni e la sua rabbia è autentica. 
categoria:sogni, storie vere, follia
Gatta Matita, certe sere, scende dal lettone, va in corridoio e comincia a parlare, giuro. 


categoria:progetti, sogni, auguri