II LA BELLA DI PAGLIA
La colonna sonora quì
Dopo un quartiere di case abbarbicate l'una all'altra percorremmo una zona periferica dove si ergevano capannoni e fabbriche abbandonate su campi grigi e brulli battuti da un vento lieve. Una curva ci fece svoltare a sinistra e ci trovammo di fronte ad un terreno arato al cui limitare sorgeva una fabbrica nera dall'aria muta e fuligginosa, affiancammo quindi un grande campo coltivato a bietole e cavoli; in mezzo si scorgeva una figura immobile, aveva due trecce di paglia fermate da due fiocchi dal colore rosso acceso e il vestito del medesimo colore. Nel paesaggio la figura spiccava come una rosa nella stoppa.
L'uomo verde fermò bruscamente l'auto e la guardò perplesso.Scese e la raggiunse rapidamente con così pochi passi che io stentai a crederlo.
Che bella sei!
La sua bocca era un papavero.
Tutta di paglia e fiori di campo!.
E il naso una spiga di grano.
Ma sei prigioniera come lo ero io, tu, legata a questo legno!
Non puoi rimanere quì, non posso permetterlo, non sembri fatta per questa desolazione. Vieni via con me, scendi da questo legno, ti porterò su quella macchina rossa là, vedi? Troverò per te un campo di rose rosse, in una valle dove la terra e il sole faranno a gara per risaltare i tuoi colori,. O no, che dico, arriveremo al mare. Prenderemo una barca e navigheremo fino a scoprire una qualche terra mai scoperta ma fatta apposta per noi!
Come sei luminoso uomo verde! Sembri sincero e le tue belle parole mi colpiscono e accarezzano come il vento in primavera. Ma non posso scappare con te. Rispose la figura.
Vedi quelle ombre nere sul tetto della fabbrica ? Sono corvi assassini, hanno grandi ali nere e becchi taglienti come lame. Senza di me le mie bietole e i miei cavoli sarebbero presto attaccati e per loro sarebbe la fine. La notte li sento dormire tranquilli sotto le stelle e il giorno distendono le loro foglie senza paura. Perchè io veglio su di loro! Credi che riuscirei a dormire una sola notte se me ne andassi? Rimani tu con me, te ne prego.
Come potrei legarmi ad un campo di cavoli e a dei corvi neri assassini! Di rimando gli disse l'uomo verde Devo continuare il mio viaggio non posso fermarmi. Devo assolutamente riprendere il mio cammino
II brano quì
Prima però fammi questo piacere se puoi. Gli chiese lei allora
Vicino alla fabbrica nera che vedi laggiù crescono alcuni bei papaveri. Portamene qualcuno. Te ne sarò grata.
L'uomo verde con il suo camminare a passi incredibilmente veloci raggiunse la fabbrica in un lampo, raccolse qualche papavero ai piedi della fabbrica. Poi come colpito da un imprecisato presentimento si fermò d'un tratto e voltandosi a guardare la grande entrata dell'edificio si accorse che la porta era aperta e dall'interno si intravedeva un nero opaco e misterioso emanante una sensazione di vuoto e desolazione. L'uomo verde credette improvvisamente di scorgere una bocca minacciosa senza fondo. Lo chiamava sorridendo con un ghigno oscuro. No non tornerò più in una scatola buia. Macchina nera diabolica! Non voglio certo trovarmi di nuovo tra le tue grinfie! Un pianto sommesso si levò e fu certo che la voce che giungeva da qualche punto imprecisato della fabbrica era stranamente e incredibilmente familiare così rabbrividendo cercò di tornare in gran fretta dalla bella di paglia mentre il gracchiare dei corvi alzatosi in volo lo seguiva lasciando ombre fluttuanti e plumbee sui campi brulli.
Addio! Le disse Buona fortuna.
Aspetta gentile uomo verde, prima di lasciarmi prendi questi petali di papavero. A tempo debito ti ricorderanno qualcosa di importante!
Così sentii che gli rispose la bella di paglia salutandolo. Continua.

I brano Sguardi, II Venezia dall'album Mediterraneo e Altri Orienti di Facrika, Giovanni Lo Cascio, Elvira Impagnatiello. Per conoscerli e ascoltare altri brani andate a curiosare nel loro sito Musicherai