venerdì, 30 marzo 2007

carmenQuando in alcuni momenti mi sento e mi viene sbattuto in faccia il ruolo del personaggio scomodo,  come in questi giorni, mi accorgo che ci sono molte strade per giungere a questa sensazione.

Mia nonna, tosco emiliana, amava moltissimo la musica ma non studiò mai il pianoforte come desiderava perchè sua mamma, la mia bisnonna,  non aveva abbastanza soldi per comprarglielo. Così da ragazza studiò canto e diventò una cantante di operetta (d'opera non potè a causa della cassa toracica troppo esile). Ma non per sempre perchè quando sposò mio nonno tutto finì. Un ruolo scomodo, la cantante d'operetta, non adatto ad una moglie.

Josephine Baker anni ottanta Serigrafia

Per questo amore per la musica mi portò all'opera da bambina quando divenni abbastanza grande. Giorni fa, l'ho ancora ringraziata in silenzio, vedendo il film: Le ali della libertà. Nel '44 Tim Robbins, pur essendo innocente, è in carcere con un ergastolo, a un certo punto ottiene in regalo dal governo (!) un disco in vinile delle Nozze di Figaro di W. A. Mozart e riesce a farlo ascoltare, grazie a un altoparlante e nonostante le guardie,  a tutto il carcere. Poi all'amico Morgan Freeman spiega: la bellezza di quest'opera nessuno può portarmela via, come la sensazione di  libertà che provo ascoltandola. Sarò sempre un uomo libero finchè potrò udirla anche solo dentro di me.carmen flamenco

Ricordai così come mia nonna mi fece conoscere Carmen e la sua habanera. Il suo messaggio di libertà e di desiderio di preservarla tramandato attraverso la musica.

Scoprendola, da bambina pensai,  che Carmen, una donna con così tanto temperamento, poteva andare ovunque e fare qualsiasi cosa! Perchè era libera.

Non credo che sia stato un caso che il giorno che ascoltai il mio primo tango sentii un brivido e mi dissi: sono a casa?. L'habanera, come scoprii in seguito, è una delle radici musicali e culturali del tango.

E Carmen è proprio il personaggio scomodo tipico. Un personaggio scomodo che compare nel momento sbagliato!

E più per il desiderio di vita che d'altro, incarna per me un desiderio di scapestrata ma innocente trasgressione .

Perchè ci deve essere sempre qualcuno che si spaventa e che pensa che tutto questo e altro che mi riguarda possa essere pericoloso e non un gioco come in realtà è? 

Una libertà femminile che trova la sua strada per vie traverse pagando lo scotto di essere equivocata o additata. Un bisogno di muoversi al suono della musica dove il tango è divenuto il luogo, la casa dove accade questo, un desiderio di musica e travestimento, di rappresentazione, di un gioco ma senza doppiofondo. Certo sono possibili imprevisti. Ma non è certo colpa mia! Tu caro uomo e tu cara donna non fatemene un problema

perchè se mai il problema è vostro!

“L’amore è un uccello ribelle / che non si lascia addomesticare, / ed è inutile chiamarlo, /se gli va di ricusare! / Non serve nulla, né minacce, né preghiere, / l’uno parla, l’altro tace;/ ed è l’altro che io preferisco,/ non ha detto nulla, però mi piace./ L’amore…l’amore…/ L’amore è figlio di zingari, / non ha mai conosciuto leggi; / se tu non m’ami, io ti amo,/ se io ti amo, sta’ attento! / L’uccello che tu credevi di aver catturato/ con un battito d’ali ha preso il volo;/ l’amore è lontano, tu puoi attenderlo,/ se non l’aspetti più, eccolo arrivare./ Intorno a te, rapido, rapido, / viene, se ne va, ritorna, / tu credi d’afferrarlo, egli ti sfugge,/ tu credi di evitarlo, egli ti afferra! / L’amore…l’amore…/ L’amore è figlio di zingari…”.

 Carmen Habanera di Georges Bizet soprano Julia Migenes

 

 

postato da: Smillapiffi alle ore 20:56 | Permalink | commenti (13)
categoria:ritrovarsi, tango
giovedì, 22 marzo 2007
 silhouette nervosa

Sabato ore 7.00

Dalla mia finestra uno spicchio di mare e di porto.

Stamattina un po' di foschia mentre tu ancora dormi e sogni.

Le nebbie si diradano e una luce mattutina si fà strada, timida, fra le imbarcazioni.

Anch'esse sognano e rollano.

Il caffè arriva fischiettando, il suo profumo giocherella fra le stoviglie e come ogni mattina  mi dice: son qui, son quì non temere!

La gatta, coda dritta e baffo sporgente, mi volta il didietro, percorre il corridoio, fà capolino sulla scala, si gira, e mi fà:

"Non si vede ancora il sole? Doveva essere già quì a quest'ora!"

 gatto

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Aleyakke ; Gatto di Francesco Natali

postato da: Smillapiffi alle ore 10:36 | Permalink | commenti (38)
categoria:semplice diario di bordo
venerdì, 16 marzo 2007

La nuvola

Quì: prima puntata, seconda puntata

Ascolta Alba

L'uomo verde risalì in macchina. Guardò un'ultima volta la bella di paglia  sentendo ancora su di sè lo sguardo nero e cupo della fabbrica, quindi con gesto deciso avviò il motore e partì facendo cantare rombando il motore. Percorremmo ancora un breve tratto di zona industriale che poco a poco  lasciò il posto ad una distesa desertica, pietrosa, brulla che si presentava silenziosa davanti a noi. Era come essere stati catapultati su una faccia della luna.

pietreLa guida  dell'Uomo verde si era spogliata dell'energia scattante e impaziente di poco prima ed era divenuta regolare ed assorta. Come spento pareva  perso in un pensiero pesante.

Mano a mano che procedemmo la distesa pietrosa si fece più morbida e dolce fino a trasformarsi in dune sabbiose che bianche, setose ci vennero incontro danzando.

duneDopo una duna più alta ci avvolse un profumo inconfondibile: all'orizzonte, grattando la lunga spiaggia , una grande mano azzurra  ci salutava placida e spumosa

ascolta cairo dal cielo

mare 2Il mare! esclamò l'uomo verde ma lo sguardo sorpreso subito si trasformò in una espressione dubbiosa: Come diavolo posso proseguire ora con tutta quest'acqua!!!? Con la consueta velocità, in pochi minuti, fermò l'auto, scese e raggiunse la battigia. Il mare gli bagnò i piedi, scherzando sussurrando fra i ciotoli. Si voltò una volta, rapido, verso l'auto forse si sentiva nuovamente osservato,  mi nascosi. Per la rapidità del tuffo lo vidi quindi a stento mentre si gettava in mare Nuotare, sì nuotare, nuotare!. Ecco, prima un braccio, poi l'altro. Le gambe: una, l'altra.  Nuotò così senza fermarsi con quell'energia esasperata, rabbiosa che gli era propria. Che sto facendo?! Si fermò di colpo. Distese braccia e gambe sulla superficie del mare e chiuse gli occhi. Ma appena tutto scomparve sentì il peso di quell'immenso azzurro fra mare e cielo. Tutt'attorno a lui era azzurro, troppo azzurro!.Lo schiacciava in una morsa, lui, un puntino verde e luminoso. Perse la consapevolezza di chi fosse, di dove fosse. Era ormai una piccola goccia di verde in balia di una troppo grande distesa  celeste.

Sei una medusa? Aprì gli occhi Ehi! Dico a te! Sei una medusa? Si voltò a destra poi a sinistra Sono quassù mi vedi? Appena alzò la testa vide una nuvoletta proprio sopra di lui. Ho visto una luce verde e ho creduto fossi una medusa, ma vedo che sei un uomo, o no?. Che fai così verde e lucente in mezzo al mare? nuvola

Credo...ecco...sto fuggendo!  Da che cosa? Ma senza aspettare la risposta la nuvoletta gli calò una scaletta di nebbia, lunga, lunga fino al mare. L'uomo verde salì.

Ero così sconvolta quando lo vidi sparire che corsi sulla spiaggia senza sapere bene cosa fare poi presa da uno sconforto che non saprei dire mi misi a lanciare in mare furiosamente tutte le pietre che trovai. Lacrime brucianti mi scorrevano copiose sulle guancie e non si fermavano. Brucianti e azzurre lacrime.

continua

Brani: Alba e Cairo dal cielo dall'album Mediterraneo e Altri Orienti di FacrikaGiovanni Lo Cascio, Elvira Impagnatiello. Dal loro sito Musicherai 

postato da: Smillapiffi alle ore 18:46 | Permalink | commenti (22)
categoria:uomo verde
lunedì, 12 marzo 2007

Quel gran simpaticone dell'amico Rearwindow mi ha coinvolto (SIGH!), mio malgrado, in una ennesima catena!!! Memore e vendico di quell'altra nella quale lo avevamo coinvolto io e Biancac ( che quì lo dico e quì lo confermo è un'altra persona rispetto a me, siamo due voglio dire...non ci siamo neanche ancora viste dal vivo...siamo amiche ma due)

La storia è questa : occorre rispondere a 8 domande fisse, utilizzando versi di canzoni che fanno parte della propria collezione di CD o MP3. Poi si dovrà passare il testimone ad altri 3 bloggers

Ah ... ho aggiunto i link dei video di De Andrè,  Mina e ...Tabù. Cliccare sul titolo

uff!

 Ecco le domande, insieme alle mie risposte:

1.Come ti senti oggi?
Uuuna splendida giornata
straviziata, stravissuta, senza tregua!
Uuuna splendida giornata,
sempre con il cuore in gola fino a sera,
finchè la sera non arriverà 
Ma che importa se è finita,
che cosa importa se era la mia vita... o no!?!

Vasco Rossi Una splendida giornata

2.Com'è la tua personalità?
La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore metteva l'amore
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.

Bocca di rosa Fabrizio De Andrè

Scherzo!

Non sono che l'anima di un pesce
con le ali
volato via dal mare
per annusare le stelle
difficile non è nuotare contro la corrente
ma salire nel cielo
e non trovarci niente.

Dal mio piccolo aereo
di stelle io ne vedo
seguo i loro segnali
e mostro le mie insegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne.

Lindbergh Ivano Fossati

3 La cosa più importante che ti è stata insegnata?

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più.

Sei testardo, questo è sicuro,
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi.

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e va incontro al tuo giorno
non tornare sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante.

Un giorno credi Edoardo Bennato

4 Cosa farai nel prossimo weekend?

In quella casa bianca devo andare
il tempo si è fermato ad aspettare
la mia canzone dedicata a chi
mi ha chiesto solo vuoi fermarti quì.



Che Ne Sai Riccardo Fogli

5 Se uno sconosciuto ti offre una caramella, che fai?

Ne mangio mille al giorno, vuoi sapere perchè? Sei tutta naturale, niente è meglio di te.

- TA-TAA TA-TABU'! SONO NATURALE IO MI CHIAMO TABU'

Pubblicità Tabù

6.Cosa vorresti dire a te stesso?

Pensalo bien,
antes de dar ese paso,
que tal vez mañana acaso
no puedas retroceder.

Pensalo bien,
yo que tanto te he querido,
y me has echado al olvido
tal vez por otro querer.

Pensalo Bien Tango di N. Lopez/J. Visciglio

7 Cosa vorresti dire ad una persona cara?
io vedo tutte quante le mie amiche
son tranquille più di me
non devono discutere ogni cosa
come tu fai fare a me...
ricevono regali e rose rosse
per il loro compleanno
dicon sempre di sì
non han mai problemi e son convinte
che la vita e' tutta lì...
invece no, invece no
la vita e' quella che tu dai a me...
in guerra tutti i giorni sono viva
sono come piace a te...
ti odio e poi ti amo e poi ti amo
e poi ti odio e poi ti amo...
non lasciarmi mai più.

Grande grande grande Mina

8 Dove sta andando la tua vita?

Ed il più grande
conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perchè più in là
non si poteva conquistare niente;
e tanta strada per vedere un sole disperato
e sempre uguale e sempre
come quando era partito.

Stranamore Roberto Vecchioni

Coinvolgo Albatros, Cosimopiovasco (che se lo merita) e una persona a scelta che legge quì e ha voglia di farlo! Dimmelo però eh!

postato da: Smillapiffi alle ore 12:21 | Permalink | commenti (22)
categoria:cinque cose che non ho mai detto
giovedì, 08 marzo 2007

Uno dei  più bei post che ho letto riguardanti l'8 marzo è il post di un uomo.

E di origine iraniana: Shakib 

(Ci tengo a dirlo per i sempre vecchi pensanti)

Il post è questo quì

Racconta di una musicista che era osteggiata nella sua professione perchè donna. Ma che non si è data per vinta.

Oggi in Occidente qualsiasi  donna può suonare jazz, può essere presa sul serio nel suo lavoro, è libera di esprimere la sua creatività! Ma che succede veramente? 

Spesso una donna, non a conoscenza o dimentica di quante battaglie e sofferenze hanno portato a questa libertà, a queste possibilità , si ritrova a pensare con pigrizia mentale che la sua natura femminile, ancora, si manifesti nel dover essere bella, più bella che può e desiderata. Per avere successo.

Lo vedo accadere ovunque.

Oppure si assoggetta,  in quanto donna, a tante piccole e grandi angherie e soprusi che  trova sul suo cammino, senza battere ciglio. Sul lavoro con lavoro meno qualificato e meno pagato, a casa con più lavoro e più responsabilità. Nelle sale operatorie con troppa plastica. Nell'alimentare e nel lasciare alimentare la rivalità fra noi sempre più velenosa.

Un vecchio mostro che ritorna o che ci ritroviamo a ricreare. 

Una giovane donna, una donna, una donna meno  giovane  trasformate  in piccole statuine mute e sciocche, o parlanti ma sempre sciocche. 

Mi viene in mente quella canzone :" Chiedi chi erano i Beatles..."

Ecco chiedi chi erano quelle donne che invece si sono ribellate e hanno costruito le tante, nostre possibilità! Le tante, nostre libertà.  Che noi  lasciamo ogni giorno disperdere. (Non crediate, io per prima!)

Per aiutare tutte le altre donne nel mondo che ancora giuridicamente e concretamente non hanno libertà e vivono soprusi ancor maggiori è necessario una più grande responsabilità e consapevolezza nostra, delle donne del mondo previlegiato. Una consapevolezza di donne sulla nostra storia, sui diritti conquistati e sui doveri che abbiamo. E' una responsabilità di fronte alle donne di ieri e a quelle di oggi meno fortunate.

A quelle stesse donne che sono morte in una fabbrica in quel lontano 8 marzo, che diremmo di fronte a certi spettacoli?

Cosa potremo insegnare noi alle donne che verranno?

A far credere di corteggiare un parruccone come Pippo Baudo?

 

Milano 1912. Una giovane donna, poco più che ventenne, si presenta alla scuola di aviazione dell'ingegner Caproni, al campo di Vizzola Ticino, per prendere lezioni di volo. Poco dopo otterrà il brevetto di aviatrice italiana civile: la prima in Italia, l'ottava nel mondo. Insieme a lei, Rosina Ferrario, alla scuola Caproni c'era solo un'altra donna, la diciassettenne Ester Vietta, di Tortona.

postato da: Smillapiffi alle ore 15:36 | Permalink | commenti (11)
categoria:ritrovarsi
lunedì, 05 marzo 2007
NOI

Ieri mattina, sul presto, andando là, come tu ben sai ho dovuto attraversare la piazza che è seduta su una collina nel centro storico della città. 

Sul suo cuore nasce una entrata della metropolitana. Tu ancora ogni giorno l'attraversi.

Ma mentre mi avvicino e giungo proprio davanti al nostro bar, vedo, seduti al tavolo, dove eravamo soliti  fare colazione io e te: NOI con due caffè.

Parliamo e sorridiamo ignari, quieti, sorridenti.

Sembra che  ancora non sia piombato sulle nostre teste un cattivo e maligno boomerang. Un boomerang lanciato con rabbia da te? Sì.

Mi fermo e guardo meglio. Noi ci accorgiamo di me e appena mi riconosciamo ci mettiamo a ridere e ad indicarmi con aria gialla di scherno.

"Guardala! " Sembriamo dire "Povera illusa! Si credeva davvero che tutto sarebbe cambiato o che l'essenziale sarebbe rimasto uguale."

Dopo avermi derisa  e indicata con risate e sguardi canzonatori, spalleggiati da acidi clienti del locale, mi voltiamo le spalle e riprendiamo a chiacchierare amabilmente e a sorseggiare il nostro caffè.

Non ho potuto far altro che scappare con una terribile sensazione. Nello spazio e nel tempo i nostri momenti felici rimangono in immagini filmiche o animate come pezzi di città vivente che non vengono demolite dai nostri errori, dalle nostre incomprensioni umane, dalle nostre guerre, dal tempo.

Se torni, nei luoghi vissuti,  i momenti ti vengono incontro e rivivono solo un attimo, forse per sbeffeggiarti ma intatti e splendenti. Ti ricordano, riportandolo alla luce, uno spicchio di verità sepolta.

Atlantide dall'album Mediterraneo e Altri Orienti di FacrikaGiovanni Lo Cascio, Elvira Impagnatiello. Per conoscerli e ascoltare altri brani andate a curiosare nel loro sito Musicherai 

postato da: Smillapiffi alle ore 18:11 | Permalink | commenti (17)
categoria:ritrovarsi
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas