Ultimo raggio di sole: Venivo a salutarti e a farmi perdonare.



Danza delle spade
L'adagio - Gayane della Suite n°3
Anton Bruckner Sinfonia n°7 ("adagio") diretta da Sinopoli
Anton Bruckner Sinfonia n°7 ("adagio") diretta da Sinopoli E ho fatto questa gran pensata: "Sembra che essere all'opposizione, oggi, voglia dire unicamente chiedere nuove elezioni". Più i programmi elettorali si assomigliano, si confondono per la vacuità dei contenuti più l'opposizione che ha perso chiede nuove elezioni. E non importa se agli elettori non importa proprio nulla di nulla di queste benedette nuove elezioni. Cosa risolvono? Anzi solo al pensiero, ognuno di noi, vede materializzarsi davanti a sè un lungo baratro: buio, fumoso, angusto al termine del quale una squallida cabina elettorale ghigna malefica. Lei sà bene che ci creerà nuovi dolori e contorcimenti. Ma il ruolo dell'opposizione, imperterrito, sembra sia davvero unicamente chiedere che quelli in carica lascino le poltrone. Andatevene, andatevene! Berciano gli oppositori come se fossero grandi paladini di qualche virtù.Senza spiegare nulla, senza proposte:un disco rotto. Solo una continua litania, compulsiva: andiamo alle elezioni. Ma andiamo chi? Andateci voi! Noi non ci stiamo. Almeno io. Ma siamo sinceri! Noi elettori. Chi mai, al di fuori dei politici, vorrebbe andare nuovamente alle urne. Ma neanche gli imprenditori di destra, i mugugnoni delle tasse, gli sfiduciati di sinistra, i velenosi destrorsi. NESSUN ELETTORE! SAPPIATELO O SORDI POLITICI Vogliamo un po' di politica. L'opposizione faccia il suo mestiere: il dibattimento dei problemi proposti dalla maggioranza. Cercate di risolvere le questioni importanti per noi! La democrazia è questa, non andare a votare e poi chiedere nuove elezioni e via così! Per questo mi è tornato alla memoria Kafka, con il suo mondo da incubo. Burocrati senza volto comparsi all'improvviso,grigi impiegati, qualche autorità senza testa ti coinvolgono, tuo malgrado, in una storia senza uscita, senza capo nè coda, senza speranza e senza che tu sappia bene perchè E alla fine tu ti ritrovi morto, ucciso da uomini neri e misteriosi armati di un lungo coltello. L'ultimo tuo pensiero è: Ma perchè? Sfogo di una cocò, casalinga (quindi anche io precaria) sfiduciata, con gatto a carico, mutuo e... fidanzato che sogna il tesoro di Paperon De Paperoni Ieri pranzando con Pop scherzavo con un po' di amarezza sul fatto che in un mondo ormai capovolto i “buoni” vengono guardati dall'alto in basso, come se fossero solo degli sciocchi, dei poveri illusi. Puah! Buonisti! Quante volte mi sono sentita dire con sufficienza: Ma tu sei una buona! Chi cerca di comportarsi tentando l'equilibrio (“facendosi un culo così” ho detto poco elegantemente a Pop), cercando di capire e non offendere, là dove la regola è l'urlo o l'insulto, viene guardato con sospetto. E se poi, finalmente, costui si arrabbia, apriti cielo! Come si permette!? AAAH vedi! (che soddisfazione!) In fondo è un mostro anche lui! Ma, sia chiaro, non pensavo certo a me. Pensavo ad una amica. Recente. Le amiche sono solita pensarle ad immagini. E l'immagine che mi è apparsa subito alla mente incontrandola e conoscendola è questa: sei in macchina e costeggi un prato. Decidi di scendere e vedere da vicino questa strana distesa verde, tanto spesso lontana dalla quotidianità, così ti togli le scarpe e cammini un po' sull'erba (ho sempre amato questa sensazione tattile) Ma inaspettatamente ti trovi davanti ad un cespuglio di margherite! Guarda che belle Pop! Generalmente me le porto a casa con radici e tutto per piantarle in giardino. Se è un'amica è più difficile! E poi il fidanzato non apprezzerebbe! La margherita è un fiore particolare dai colori timidi ma delicati. Bianco e giallo Se non esistesse questo fiore nessuno potrebbe immaginarlo, inventarlo. La sua bellezza è evidente ma senza eccessi, ha petali ordinati e come un piccolo sole li tende per ogni dove. E' un fiore generoso, senza pubblicità, te ne accorgi quando ti avvicini e lo guardi. L'effetto è luminoso. Incantevole. Saltando di paolo in frasca, le ho voluto dedicare, per consolarla un po', questi due film di Gianluigi Toccafondo (visto che lo abbiamo toccato più volte, il fondo, in questi ultimi giorni ) sapendo che ama il tango (lei!) Toccafondo è uno dei più versatili e originali artisti italiani contemporanei, è anche un autore di cinema d'animazione di fama internazionale che unisce con la sua tecnica particolare, diverse arti: animazione, pittura, disegno, illustrazione, fotografia. Avete presente le pubblicità, di qualche anno fa, della Sambuca Molinari? Quelle dove un tipo, rosso di capelli, sfigatino, è indeciso su cosa bere o una donna dalla capigliatura improbabile canta ambarabacciccìcoccò? Sono sue! La sua opera, molto originale, pone l'accento, con ironia, su un'immagine in movimento che si trasforma, si deforma in personaggi fantastici, da incubo, che si allungano inverosimilmente. In una intervista dichiara: il mio primo vero amore è la pittura e vedo quindi il cinema come una "pittura in movimento" Guardate un po'! La coda rielabora pittoricamente, attraverso la tecnica delle fotocopie ritoccate -usualmente adottata dall’autore- topoi del cinema muto (e, in particolare, sequenza del film di Buster Keaton), creando un suggestivo confronto tra l’arte del movimento e il movimento dell’arte. un saluto
Non mi piace chi punta il dito Ma so che è facile arrabbiarsi se qualcuno ci insulta. Faccio outing io per prima: sono una collerica! (Chiedete a pop, quel sant'uomo di mosca nel chianti) Vedo proprio rosso. Ma ho imparato a mie spese che per discutere ci vuole una buona ragione ed è necessario guardarsi negli occhi. Dicendo tutto ciò che c'è da dire. Se lo si ritiene importante. Non credo che in questo caso serva un blog.* Mi spiace per i nuovi amici a cui voglio bene ma non sono d'accordo nè con post dedicati, nè favole, foto, fumetti che fanno riferimento a persone fisiche. Materiale che non mi spiega nulla di ciò che è successo e che d'altra parte non mi riguarda. Ma alimenta il fuoco. Incontratevi e parlatene. Potreste scoprire qualcosa che non avete visto fra le righe, qualcosa di inatteso. E se non riuscite a spiegarvi non leggetevi più, non leggete più nulla delle persone che dite di non voler leggere. Dimenticatevi da una collerica che non riesce il più delle volte a non esserlo e per questo è consapevole di non poter parlare dall'alto di un pulpito, da una che non vuole insegnare niente ma vuole solo esprimere la propria opinione raccontando la propria esperienza in merito ... essendo stata chiamata in causa (ed essendo calma (per me ora è facile, lo so) da tremenda collerica, quale sono, lo giuro. Amen ) p.s. Qualcuno durante una mia diatriba mi disse : chi ha senno lo usi. Mio malgrado ho dovuto dargli ragione. p.s. in grande ciò che per me è importante ma non ad alta voce Alberico seconda puntata, per la prima guarda quì La sua cena è frugale: mezzo bicchiere di rosso, riso e pesciolini. Ha imparato a prepararsi tutto da solo con garbo ma senza molta fantasia. Appena ha finito rassetta per bene, va in sala e apre la finestra. Nel suo volo passa nuovamente sotto il suo ufficio, ma sembra non accorgersene, mentre entra nella notte con ostinazione nel tentativo di raggiungere le sue profondità, i suoi spessori alla ricerca di oscurità, desiderando assorbire, far parte di quel cielo nudo di stelle. Forse spera di ripararsi con lenzuoli notturni dalle frecce dei ricordi . Mentre sta per tornare sembra rammentarsi improvvisamente di qualcosa e si dirige in fretta verso una luce straordinariamente luminosa; è quel forno che conosce già, dove tutti quei piccoli omini a quest'ora si affannano a finire il loro lavoro per poi lasciare una luna appena sfornata librarsi leggera nell'aria. Alberico la guarda mentre lei sorridente si leva nel buio. Poi torna velocemente a casa. L'apparizione del volto di una luna sorridente così simile al volto e al sorriso di lei è l'ultimo frammento di ricordo che gli rimane e a cui non sa rinunciare, ogni notte, nonostante la caparbia volontà di dimenticarla. Con la medesima ostinazione la cerca e la guarda nella notte silenziosa perchè non sa trovare altro modo per riuscire ad avere un po' di pace e finalmente dormire. In casa chiude la finestra, si riordina meticolosamente con il becco le penne delle ali, va a letto e spegne la luce. E' solo un attimo poi vola via. CHI DIAVOLO SEI, !? gli urla Alberico CHE VUOI? yek yek
Ultimo raggio di sole: Venivo a salutarti e a farmi perdonare.


Danza delle spade
L'adagio - Gayane della Suite n°3
L'altro ieri mentre cucinavo, sentivo il giornale radio. Lo so sono una buffa snob, come dice Pop, sento il radio giornale a Radio tre ma nel mentre combatto con pentole e fornelli come tutte! Altro che snob. Quelle vere hanno le cuoche! Così mi ascoltavo per l'ennesima volta un destrorso che chiedeva nuove elezioni ed in quel momento mi è apparso quel gran genio del nostro amico Kafka. 
. Come dice un mio amico:scusate se è poco.
categoria:semplice diario di bordo
Gianluigi Toccafondo, Simona Mulazzani. La pista è il luogo del movimento; un percorso lungo il quale si raccontano storie legate tra loro come cicli. Qualche vibrazione, in accordo con un tango, annuncia la messa in scena di un amore inquieto, troppo instabile per rimanere protagonista. Le corse degli amanti, attraverso equilibri precari, suscitano incontrollate trasformazioni. La Coda. Musiche di Astor Piazzolla!






categoria:importante, cinque cose che non ho mai detto, amici cari
Alberico ancora in ufficio spegne il computer, indossa la giacca, prende la valigetta ed esce. Come ogni sera torna a casa a piedi con quel suo passo dondolante, lento. Aperto il portone sale le scale fino all'ultimo piano e apre la porta. Ormai lo sa, è consapevole che non la troverà, che non lo sta aspettando, che la casa è vuota. Ma lo sorprende sempre accorgersi che tutto è rimasto esattamente come la mattina. Le bollette sulla mensola nell'entrata, la tazzina del caffè sul lavello, una foglia sul pavimento sotto la pianta. Nel silenzio l'immobilità continua ed insistente di ogni cosa ne segnala l'assenza.
La mattina dopo ecco che nuovamente quell'impertinente di un gabbiano gli appare su un comignolo davanti alla finestra della camera. E lo guarda, ancora, con aria indagatrice.
categoria:ufficio, follia, alberico