La storia di
Anna
Il fatto è che da bambina sono stata mooooolto matura.
Aaaah sì, davvero molto.
Tutti lo dicevano, gli amici dei miei, le professoresse, i genitori degli amici.
Come è matuuura questa bambina, davveeeero sembra un adulto.
E c'è stato anche chi ha detto:questa bambina ha le palle.
Dio come odio questa espressione! E da allora.
Come può una ad undici anni avere le palle essendo femmina! Bleh!
Andate al diavolo va!
E solo perchè sopportavo le pazzie dei mei vecchi, le loro megalomanie, il loro tormentarci, me e mio fratello, con i loro litigi, i loro abbandoni.
Però in effetti ero seria. Mi piaceva pensare. E pensavo, pensavo a un sacco di argomenti strani e seri. E leggevo e scrivevo e guardavo la gente dentro, fino al più profondo. Amandola. Moltissimo
Poi a sedici anni ho trovato quel muro.
Un muro alto e spesso. Non c'era verso di spostarlo. Rimaneva lì, nonostante i miei sforzi. Ed era un bel spingere, battere con i pugni, piangere come una scema.
Non si spostava di lì.
E sono rimasta ferma e gli anni passavano ed io rimanevo fragile e silenziosa come sono ancora adesso, talvolta. Una bambina, una non cresciuta . E tante cose non le vedevo a causa sua! Di quel muro. Quante!
Tenendomi quelle parti morbide da ragazzina che non si indurivano neanche a batterle. E altre invece dure come il legno invecchiato ma non tarlato badate bene! Succede. Un giorno ho incontrato un ragazzino che vendeva rose e ho scoperto che è comune. Pure lui aveva un petto di marmo. Nessuno sarebbe riuscito ad arrivare al suo cuore! Per distruggerlo. Mai!
Ma finalmente ho trovato una porta.
Ma non nel muro.
Nel mio cuore.
Una signora bionda, dietro di me, me lo ha sussurrato, Non so chi fosse, forse una strega, boh! Ma sta di fatto che me lo ha detto:
C'è questa porta così e così.
Ed io a pensare che era matta, la porta deve essere esterna come faccio a uscire entrando?
Mi sono trovata fuori che neanche me ne sono accorta.
Allora mi sono sentita grande, davvero grande, una gigantessa. E forte e audace e ..libera? Un poco ... o forse tanto.
E come dice Battisti mi sono trovata che hai ragione anche tu:
Un lavoro io l'ho na nanananà
Una casa io l'ho na nanananà
la mattina c'è chi
mi prepara il caffè, questo io lo so,
e la sera c'è chi
non sa dirmi no
E' rimasto qualcosa però, sapete? Qualcosa di quella dietro al muro, di quella rimasta indietro.
Essere felice per una cosa idiota.
Tipo comprarmi un cappello panna con il pon pon o l'acquistare un oggetto simile:

ed essere al settimo cielo.
Buffo no?
Disegni di Beppe Giacobbe