martedì, 22 gennaio 2008

Ci sono giorni in cui non si hanno le parole. Giorni in cui le parole avrebbero il colore della cacchetta di gatta matita.

Si è disillusi, sconfortati, per non dire depressi.

Ci sono giorni in cui per aiutarsi si può solo cantare

  

TRADUZIONE
Chi me l'ha fatto fare,
se dopo tanto tempo ti sei scordata di me...
e quando mi guardavi e io pure ti guardavo
con gli occhi mi studiavo tutte le mosse che facevi..
sei innamorata di me..ma ascoltami...chi te lo fa fare
di tornare un'altra volta in braccio a quello là?....
sei innamorata di me e ascoltami..non pensare di
tornare un'altra volta da quello là..
che te l'ho detto a fare?,che te l'ho detto a fare....
proviamo un'altra volta,per un'ora può bastare..
per sentirti parlare e per dire che poi non m'aspettavo niente di più di quello che sei stata...
sei innamorata di me...
ti sei spogliata qua,ti sei spogliata qua,sei bella e non lo so
come faccio a guardarti...
ti voglio bene ancora,ma si dice poi per dire e intanto ti accontento con questa canzoncella....
_________________
..non c'è ragione di combattere un dolore se vaccino non ce n'è!

O mastelletta mia

postato da: Smillapiffi alle ore 15:50 | Permalink | commenti (17)
categoria:insonnia, panni puliti
venerdì, 18 gennaio 2008

 Poema Orchestra di Francisco Canaro

 

Ricordi?

Nella milonga*, come piccole ombre accese,  

le mie scarpe si distinguevano gialle e luminose nel seguirti,

nell'abbraccio per quei minuti, quanto la musica riuscì a condurci.

E nel tempo, negli anni,  ad ogni  attacco e subito alle prime note

le scarpe illuminano il buio delle mie milonghe ricordando

un pomeriggio d'estate,  un viaggio  e un pavimento mai più calpestato.

Più una caramella alla menta.

 

 

*Il luogo dove si balla tango ma anche un tipo di ballo.

postato da: Smillapiffi alle ore 16:42 | Permalink | commenti (9)
categoria:tango
mercoledì, 16 gennaio 2008

Morelli boschetto Erano nati fin troppo vicini per essere due alberi che dovevano crescere ed espandersi.  Due alberi di diversa specie che perciò si erano odiati all'istante.

Che fai quì? disse il castagno appena spuntato.

Perchè sei il padrone? non potevi nascere un po' più in là? disse l'abete, anche lui, solo un germoglio.

Nel piccolo boschetto, al limitare del prato, tutti gli alberi erano cresciuti senza crearsi particolare fastidio, lasciandosi reciprocamente  il giusto spazio, alcuni chiudendo un occhio verso i più irrequieti, altri addirittura stringendo amicizia.

Ma quei due non potevano fare a meno di trovare occasione per rimbrottarsi o farsi qualche lamentela.

"Ehì con quei ricci  mi hai riempito di spine!"

"Quel tuo ramo pieno di aghi mi tiene sveglio la notte. I sempreverdi ...chi li ha inventati!"

E fu sempre peggio, con il crescere dei rami, con l'ingrandirsi dei due tronchi, con l'inaridirsi del prato.

Non pioveva più molto da quelle parti e di giorno tutti gli alberi per la sete riuscivano a vedere addirittura le stelle. La terra, riarsa, creava piccole luci sopra le loro chiome. Aspettavano con ansia la notte per quel poco di brina che accorreva premurosa sulle foglie e ai loro piedi.

Ragione di più per litigare! Potete immaginare.

Quando, dopo molto tempo, arrivò l'uomo con un orribile oggetto metallico per abbattere gli alberi ormai secchi, nel prato, i papaveri sempre di guardia, scoprirono il mistero di quei due che si erano tanto odiati.

Dopo un duro lavoro di ruspa, nel venire alla luce, le loro radici  si rivelarono  unite, compatte, da non distinguersi allo sguardo più approfondito; l'uomo, per quanto si adoperò, non riuscì a districarle in quel groviglio.

Alla fine sembrò a tutti, sia all'uomo che ai papaveri,  di vedere un solo, unico,  grande albero. E loro due non se n'erano nemmeno accorti!

Immagine: Boschetto di Guido Morelli

Musica: Dos Amigos di Madretierra

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categoria:ritrovarsi
venerdì, 11 gennaio 2008

La versione di Smilla su: Popio, l

Ecco sono Popio, sì, l'uselin che ha perso il cuore. Perchè sapete il mio cuore è  troppo grande per il mio piccolo petto. Tamai  lo ha disegnato iniziamente della misura giusta, ma poi!

Non so neanche io com'è stato ma ...  è cresciuto a dismisura, sempre più grande da non poterlo contenere. Così un giorno lui me lo ha detto bello chiaro:

Senti Popio ... io quì, sto stretto!

Non te la prendere sai , ma vado a prendere una boccata d'aria.

Sapete, il cuore senza il corpo è VULNERABILE.Glielo avevo detto io!

Sarà anche solo un corpo di uselin ma il suo dovere di evitarti brutti incontri lo fa, cuore mio !

Testardi i cuoriiiii! Non c'è stato verso di farlo ragionare. D'altra parte non è molto furbo come tutti i cuori !

Fuori all'addiaccio niente e nessuno lo protegge. Nè la pelle nè i pensieri. E' un cuore, cosa volete,  è buono. La cattiveria sta nel cervello, si sa. Avete mai visto un cuore cattivo? Di un uselin poi! Io no!

Se ne è andato così, incosciente, tutto felice, in giro per il mondo, buio e terribile com'è,  povero cuore! Con tutto il suo morbido incedere rosso e senz' ombre! Mi pareva Jessica Rabbit, mi pareva. Non mi salutò neanche, per un po' lo vidi in giro, poi più niente.

L'ho cercato... oooh... se l'ho cercato. In fondo ne avevo bisogno di un cuore! E poi era il mio perbacco, non potevo permettere che sparisse, così, senza dir niente! Ero lì nel blog di Tamai che mi struggevo, senza requie, con il magone in gola che non vi dico, provai anche a volare, là per là, per monti e per valli di internet, sempre alla sua ricerca sempre più disperato. E Tamai a dirmi che pazientassi che prima o poi me ne avrebbe disegnato un altro, anche più bello e colorato! Finchè un  giorno  lo ritrovai ...ridotto così!

 

Vi pare bello? Pieno di spine perdinci!

Che hai fatto cuore!?

Eeeeh sai com'è! Mi piacevano delle rose. Mi son parse proprio delle belle cuore e così, guardale un giorno, guardale un altro ...  mi ci son tuffato!

Una ad una con il becco dovetti estrargliele quelle benedette spine! 

Ma mi venne un'idea! Che per poco non mi strozzo con una spina di traverso. Dumbo! gli avrei insegnato a volare come all'elefante dalle orecchie giganti ! Tutte quelle spine gli avevano fatto uscire i pesanti cattivi umori , sarebbe stato leggero come una libellula. Nessuno avrebbe potuto più ferirlo!

Con un po' di strizza, il cuore dell'uselin ci provò e riprovò gettandosi Sito solingo sulla tazza mia contemplo la tristezz passar viaogni volta

dal bordo della tazza di Tamai e un bel giorno imparò finalmente a volteggiare!

postato da: Smillapiffi alle ore 16:15 | Permalink | commenti (10)
categoria:popio uselin che perse il cuore
mercoledì, 09 gennaio 2008
La storia di
Anna
 
Il fatto è che da bambina sono stata mooooolto matura.
Aaaah sì, davvero molto.
Tutti lo dicevano, gli amici dei miei, le professoresse, i genitori degli amici.
Come è matuuura questa bambina, davveeeero sembra un adulto.
E c'è stato anche chi ha detto:questa bambina ha le palle.
 
Dio come odio questa espressioneE da allora.
 
Come può una ad undici anni avere le palle essendo femmina! Bleh!
Andate al diavolo va!
E solo perchè sopportavo le pazzie dei mei vecchi, le loro megalomanie, il loro tormentarci, me e  mio fratello, con i loro litigi, i loro abbandoni.
Però in effetti ero seria. Mi piaceva pensare. E pensavo, pensavo a un sacco di argomenti strani e seri. E leggevo e scrivevo e guardavo la gente dentro, fino al più profondo. Amandola. Moltissimo
 
Poi a sedici anni ho trovato quel muro. CATS
 
Un muro alto e spesso. Non c'era verso di spostarlo. Rimaneva lì, nonostante i miei sforzi. Ed era un bel spingere, battere con i pugni, piangere come una scema.
Non si spostava di lì.
E sono rimasta ferma e gli anni passavano ed io rimanevo fragile e silenziosa come sono ancora adesso, talvolta. Una bambina, una non cresciuta . E tante cose non le vedevo a causa sua! Di quel muro. Quante!
Tenendomi quelle parti morbide da ragazzina che non si indurivano neanche a batterle. E altre invece dure come il legno invecchiato ma non tarlato badate bene! Succede. Un giorno ho incontrato  un ragazzino che vendeva rose e ho scoperto che è comune. Pure lui aveva un petto di marmo. Nessuno sarebbe riuscito ad arrivare al suo cuore! Per distruggerlo. Mai!
Ma finalmente ho trovato una porta.
Ma non nel muro.
Nel mio cuore.

CORRIERE-SMAU

Una signora bionda, dietro di me, me lo ha sussurrato, Non so chi fosse, forse una strega, boh! Ma sta di fatto che me lo ha detto:
 
C'è questa porta così e così.
 
Ed io a pensare che era matta, la porta deve essere esterna come faccio a uscire entrando?
Mi sono trovata fuori che neanche me ne sono accorta.
Allora mi sono sentita grande, davvero grande, una gigantessa. E forte e audace e ..libera? Un poco ... o forse tanto.
E come dice Battisti mi sono trovata che hai ragione anche tu:
 
 
Un lavoro io l'ho na  nanananà
Una casa io l'ho na nanananà
la mattina c'è chi
mi prepara il caffè, questo io lo so,
e la sera c'è chi
non  sa dirmi no 

 

E' rimasto qualcosa però, sapete? Qualcosa di quella dietro al muro, di quella rimasta indietro.

Essere felice per una cosa idiota.

Tipo comprarmi un cappello panna con il pon pon o l'acquistare un oggetto simile:

 toposuformaggio

ed essere al settimo cielo.

Buffo no?

Disegni di Beppe Giacobbe

postato da: Smillapiffi alle ore 11:57 | Permalink | commenti (14)
categoria:amici cari
lunedì, 07 gennaio 2008

Mi hanno invitato a scrivere un racconto

quì

dal tema: alberghi e dintorni

Dibujo de Douglas Wright

postato da: Smillapiffi alle ore 10:12 | Permalink | commenti (8)
categoria:racconti dalbergo
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas