lunedì, 31 marzo 2008

Lei improvvisamente prese la chiave appesa alla porta. Era una chiave grandissima, di ottone credo, pesante e tutta intarsiata, fin da quando ero piccola mi aveva sempre affascinato. Ma io non ero mica grande, in quel momento, no, credevo di esserlo. Ma quando lei, in preda all'ira, afferrò quella chiave, sentii un'onda di ghiaccio formarsi nel cuore quasi a fermarlo e mi vidi, come in uno specchio deformante, di nuovo piccolissima. Ebbi paura per la mamma. Fra le urla di entrambe quella chiave si muoveva come un re infuriato. A quel punto qualcosa mi disse di oppormi a quel re d'ottone. "Smetti, su, lasciala, posala, insomma!" mi sentii dire. Lei posò la chiave e la mamma mi disse: "Vai, cerca papà, digli di venire subito!" Io con le scarpe che volavano, scesi le scale, feci tutta la discesa senza guardare nessuno, e dopo aver attraversato quasi interamente la magica strada dei Palazzi più belli della città, Fausto Danielli_Strada Nuova_ Genova

salite le scale del magnifico cortile del Palazzo dove sapevo si trovava l'ufficio di papà, entrai in quell'antro oscuro che era la seconda entrata. Era un corridoio interamente di vetro con pareti di vetro, porte di vetro, ma tutto buio e senza anima viva e io sentii per l'ennesima volta che mi sarei persa.  Dove diavolo era il suo ufficio? A chi chiedere? E ora? Cosa sarebbe successo? La chiave terribile, potente, roteava sopra la mia testa. La vidi sul soffitto dell'ascensore che come una  gabbia di metallo vecchia e fredda si beava della mia prigionia e del mio spaesamento.A un tratto la porta si aprì e mi ritrovai in un corridoio bianco con tutte porte bianche, chiuse. Una figura passò senza vedermi. No, non ce l'avrei fatta, lo sapevo. Le lacrime cominciarono a scendere ma decisi con disperazione di chiedere la via giusta a una seconda figura umana.

"Chi cerchi? Chi? No, non è quì, non lo so dov'è,  hai sbagliato piano, no, non puoi andare lì. Prova più sotto, o forse più su. Chi può dirlo? Forse non c'è neanche.Sarà andato via. "

Ripresi l'ascensore e al rallentatore tornai a casa. Non so se mio padre tornò, non lo ricordo, i ricordi di quel giorno diventano sempre più deboli nella mente e si sfumano sempre più, sempre più labili nonostante la forza che avevano dentro, la forza della rabbia di lei, che non si potè placare certo come il mare dopo una burrasca. Ma ormai tutto era cambiato per noi. La chiave così piegata tacque da allora, per molto tempo ancora, sulla porta, come prima. Quella curva rimase come presagio, monito: qualcosa di imprevisto e terribile può sempre accadere. In ogni momento. Barba-Blu Caterina ZanodellaQualcuno la prende, la chiave più grande, troppo grande e decide per te della tua vita. Con quella chiave apre un periodo spaventoso pieno di luoghi difficili da percorrere, con imprevisti ed incognite, momenti pesanti da decifrare. Stravolge la tua vita per un attimo o forse più. E non puoi farci nulla e niente può fermarlo perchè, ed è questo fondamentale, anche chi brandisce la chiave malefica ha le sue ragioni e la sua rabbia è autentica.  

 

 

Immagini Fausto Danielli e Caterina Zanodella

 Musica : Tarantella - live - M.Gangi: Suite Italiana3 - "Libra" Guitar Duo

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categoria:sogni, storie vere, follia
giovedì, 27 marzo 2008

guardamiGatta Matita, certe sere, scende dal lettone, va in corridoio e comincia a parlare, giuro. 

 

D'accordo i suoni che emette sono un po' da gatto ma si sente che è un discorso articolato. Il miao miao semplice è tutta un'altra cosa.

Così la sento dall'altra parte del muro che racconta, discute, argomenta. Non riesco a capire quel che dice, ma secondo me in corridoio c'è un fantasma.

 

Giochi di luce

Io e Pop, la sera, siamo troppo nervosi e guardiamo troppa TV o leggiamo e ci addormentiamo e la catechizziamo: non saltare lì, non fare là.

Così gatta a un certo punto va in corridoio e parla con il fantasma del corridoio. Lo chiama, lo saluta quando arriva, si sente che è contenta, in altri momenti bisbiglia o si infervora.

Una sera di queste, quando tutti dormono, pure io vado a parlare con il fantasma del corridoio.

Hai visto mai! Almeno faccio due parole in libertà con il fantasma del corridoio!

Dibujo de Alexiev Gandman

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categoria:matita
lunedì, 17 marzo 2008

Un'Italia cantata ma inesorabile ci porta in fretta verso un futuro confuso ed incerto  che è ben difficile prevedere. I sogni rischiano grosso. Rischiano la discarica.

Ma non voglio rinunciare a sperare e così continuo a guardare, a tendere verso  quello che amo di più.

Le nuvole mi seguono, ci seguono e non scompaiono.

Andrò in un antro scuro e buio a ritentare ancora. A cercare la verità. Una verità più netta.  

Auguri a noi.

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categoria:progetti, sogni, auguri
martedì, 11 marzo 2008
Ti ho salutato stamattina come sempre
Senza capire, senza intuire.
Tu hai preso il solito caffè, non riesci a far colazione la mattina.
Non mi va giù niente .
Stasera ho trovato la tazzina ancora lì.
E poi il telefono è squillato.
Un blocco di cemento è passato come un treno .
Mi hanno detto.
Sulla vostra vita
Tutto di te è finito. Ancora non ci credo, ancora non lo vedo
 
Tutti però lo raccontano, si indignano e ancora si interrogano.
Ma a me, a me che è restato?
Un telegiornale con la sua faccia che parla, parla, parla
e non sa nulla di te da dire
Un piatto che non posso più riempire
 e lunghe notti e giorni da imparare
 
Kiss V, 1964 Art Print by Roy LichtensteinThinking of Him Art Print by Roy Lichtenstein
 
 
più una tazzina sporca
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categoria:amici cari
lunedì, 10 marzo 2008

madonna TamaiNon è stato carino no, O Madonna di Lady Zolla, fuggire via così e sottrarci tutti quei ciotoli, che le spiagge liguri ora sono sparite e i cagnolini non sanno più dove portare i loro padroni a correre e a giocare e i bambini non sanno come creare i rimbalzi, zop! zop! sul mare, e con quali sassi?  E il mare , dal canto suo, se ne è subito approfittato, è avanzato a larghe onde, salendo fin su dalle finestre, per poi entrare con mille lingue e mille zampe liquide a rubare ora un panino ora un bicchier di vino

Non è stato carino no, o Madonna di Lady Zolla!

Che bimba Tamai ci ripaghi! sarà tuo il compito di chiederle di disegnare per noi mille uova multicolori così avremo le spiagge a uova di Popio da vegliare e proteggere e aspetteremo trepidanti il loro  schiudersi in coro all'arrivo dell'imminente primavera e assisteremo al primo volo, su questo mare impenitente, di tutti i Popio dal becco cinguettante e ridente.

e noi liguri, ispidi ed arcigni, nonostante il vuoto dei nostri scrigni, ci dimenticheremo di tutti gli affanni e i patimenti e perdoneremo i tuoi rubamenti,

o Madonna di Lady Zolla!

opalesc

che poi, ohibò,  la Madonna era di Tamai e i ciotoli-uova di Lady Zolla , deve esserci un po' di confusione! Sì.

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categoria:storie vere, popio uselin che perse il cuore, madonna di lady zolla
mercoledì, 05 marzo 2008

In fondo ad un vicolo, mentre cammino con la solitudine di una domenica mattina, una snella e nera volpe mi taglia la strada, mi guarda e fugge via.
Assomiglia alla mia solitudine, sai?
I suoi occhi inquieti sono in cerca di qualcosa, lo vedo, qualcosa che però sfugge, e non si ferma.
E la volpe pare cercarla, tenta di afferrarla, forse per starle vicino, anche soltanto un momento, a questa cosa lontana.
Poi volto a destra mentre la volpe, mi accorgo,  volta a sinistra. Ma ecco, torna e mi ripassa accanto,  Endless Summer il collo nudo e nero evidenzia il collare che non c'è, il seguire passi perduti, un'ansia leggera e pesante.
Una vecchina le cammina davanti forse la volpe la raggiungerà. Ma io so che non è lei, no, non è lei che la volpe vuole.
Così in quel desiderio non la vedo più, ci allontaniamo, ci dimentichiamo. Io e la volpe
A volte succede con la mia solitudine che si nasconde dietro ai tuoi passi, ai tuoi occhi e sogna.
Arrivo a San Lorenzo ed un libertango di strada si fa largo fra la gente e mi circonda insieme alla vita da cappuccino della domenica mattina
E da qualche parte chissà, in quale vicolo distratto,la volpe sempre in cerca, sempre in cerca.
Come la mia solitudine.
In her eyes . . .
 
 
 
pretty lat/long
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categoria:storie vere, ocho cortado, semplice diario di bordo
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas