venerdì, 01 febbraio 2008

In questi giorni cupi, imbattendomi in un grande, rimango di stucco riascoltando le sue parole che appaiono luminose nella loro lucidità.

perdonate il gioco di parole! 

Colpiscono nella loro attualità.

Ascoltate solo lui e poi valutate: i giorni di oggi, quelli futuri.

Ma se fate attenzione anche agli altri personaggi che pur seri, - chi potrebbe smentire del tutto l'onestà intellettuale del Biagi? - vi sottolineano, grazie alla miopia delle loro valutazioni, la lungimiranza del nostro. Nessuno capisce ciò che vuole dire! Stupisce. Noi, oggi, lo capiamo fin troppo bene! 

Le parole cadono dal video, cadono sempre dall'alto, in una posizione di superiorità. Con violenza.

(Internet da questo punto di vista, forse e dico forse, lascia più l'opportunità di stare su di un piano paritario: io, che ti leggo, posso scrivere come te. Posso smentire te che scrivi e viceversa)

Ciò che sembrava una provocazione si è rivelata una terribile verità. La TV: veicolo di antidemocrazia. Il buon, fiducioso Biagi, se ne sarà ricordato ?

Quello che più mi pesa è che non ce ne accorgiamo più. Siamo completamente assuefatti. Ogni tanto da fuori qualcuno ce lo dice. Ce lo diciamo fra noi ma ci sentiamo i soliti rompiballe. Sebbene, ora, pare la scoperta dell'acqua calda. Ma nessuno, o quasi, fa nulla. 

“Ho visto alla televisione per qualche istante la sala in cui erano riuniti in consiglio i potenti democristiani che da circa trent’anni ci governano. Dalle bocche di quei vecchi uomini, ossessivamente uguali a se stessi, non usciva una sola parola che avesse qualche relazione con ciò che noi viviamo e conosciamo. Sembravano dei ricoverati che da trent’anni abitassero un universo concentrazionario: c’era qualcosa di morto anche nella loro stessa autorità, il cui sentimento, comunque, spirava ancora dai loro corpi.”

(P.P.P., 18/02/1975: articolo per il Corriere della Sera dal titolo Gli insostituibili Nixon italiani)

 

 

Sono inciampata nelle sue parole e così le ho scritte.

p.s. a Ladyzolla, sai, mi ha fatto venire in mente la madonna! *_* Me lo ha suggerito anche la tua madonna. Pasolini intendo . ... un'apparizione con un messaggio che nessuno capisce in tempo.

Son blasfema ?

 

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giovedì, 04 ottobre 2007
strage_di_bologna_nRifletto sul rosso forse perchè ho una origine da rossa. Mia mamma ha efelidi in tutto il corpo e io sul naso. I miei vecchi hanno sempre avuto una anima politica rossa. Ma questo colore porta con sè emozioni sia negative che positive.  Credo che il rosso nell'uomo evochi un che di spirituale ma anche qualcosa di molto terreno. Passione e sangue?
E penso anche che ci sia un significato simbolico inconscio, al di là delle ragioni storiche, nella scelta degli operai di adottare una bandiera rossa. Un rosso che è desiderio di vita, come il colore delle scintille nelle fabbriche o dei papaveri nei campi. Il sangue con il suo colore rosso cupo può fare impressione. Certo. Ma è vita. Finchè c'è sangue c'è speranza.
Ma può essere anche presagio di morte.
La collera richiama l'immagine di un toro di fronte a un panno rosso. E' sicuramente necessario calmarla, ma non del tutto o il toro muore. 
 
Oggi ci colpiscono i monaci buddisti di Myanmar. Nelle loro tuniche rosse ci hanno colpito per il loro coraggio pacifico ma
senza mezzi termini.
A tal punto è arrivato al nostro cuore questo colore che, per esprimere loro solidarietà, ci siamo vestiti tutti di rosso.
 
Nella loro ricerca spirituale, nella disciplina del guardarsi dentro, senza dimenticarsi di guardare fuori, questi monaci si sono ribellati al loro regime soffocante. Con le conseguenze atroci di questi giorni. Ma con coraggio.
 
Perchè non dovremo farlo noi ?
 
Per riflettere sui nostri peccati come ci suggerisce il Prodi?
 
La mia famiglia ha sempre lavorato onestamente dai mie bisnonni ad oggi, come hanno fatto tutti gli operai italiani da sempre, e pure tutti gli italiani del sud in cammino verso il nord e verso paesi stranieri, e come fanno  tutti i giovani laureati, oggi, che si arrabattono fra contratti capestro e occasioni all'estero. Come tutte le persone che hanno mandato avanti uffici pubblici allo sfascio - li abbiamo visti dalla Gabanelli e in altre trasmissioni - con diligenza e sacrificio nonostante tutto. L'Italia che lavora! Onestamente.  
Sono loro che devono fare il mea culpa? E se sì, solamente fare il mea culpa?
 
E' sicuramente necessario cambiare la cultura dell'inciucio, della tendenza a confinare il bene pubblico all'ultimo posto ma non abbassiamo la testa  di fronte al potere, anche quì, come ci siamo abituati a fare, rinunciando all'impegno, alla riflessione, all'indignazione. In prima persona.
 
Non abbassiamo la testa di fronte a uno come Prodi che ci dice: non siete peggiori di me.
E' questa la risposta di fronte alla nostra richiesta di maggiore moralità? Alle nostre paure alle nostre richieste?
Che statista sei nel dire questo?
Lo disse anche Craxi per nascondere lo scempio che aveva fatto. Non mi sembra una risposta di chi si assume responsabilità e volontà di cambiamento.
 
Nel Profumo di Suskind il perfido protagonista cerca giovani rosse per la loro  pelle e il profumo particolare che emanano. Ma per ucciderle!  E' attratto dalla carne rossa ma non riesce a farne un profumo fertile. Ne crea uno malefico. Che attira e produce un potere arido e alienante.
Se siamo stati conniventi non lo vogliamo essere più ma dobbiamo dirlo. Farglielo capire.
C'è un malessere suskindiano che ci logora e ci maltratta.
  
Il rosso migliore lo vedo nei buddisti Birmani. Un rosso che protesta per cambiare. Pacificamente ma protesta! cercando  soluzioni chiedendo agli altri di coinvolgersi. Lo stanno chiedendo anche alle altre nazioni! Non lasciamoli soli anche nella nostra realtà di tutti i giorni.
 
SENZA FALSITA' E IPOCRISIE
 
Lorenzo Mazzoni riporta un articolo di Gianluca Ursini  in cui viene paragonato il regime birmano al regime militare argentino degli anni settanta. Non credo che nè i  Birmani nè gli Argentini si meritassero quelle dittature.
 
Come non ci meritiamo noi un potere politico muto e sordo. Che parla di inezie mentre nel fondo c'è la melma
e  ci chiede sacrifici ma non è disposto a farne.
Immagine tratta dal sito di Lorenzo Mattotti
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venerdì, 14 settembre 2007
 Cara Simo, cari tutti, caro (massì mi sono montata la testa) Scalfari

Non sono d'accordo per nulla con l'editoriale dell'editorialista per eccellenza di Repubblica (quì )

Invasioni barbariche? Caro Eugenio se non te ne sei accorto fra i barbari ci siamo già da tempo.


Le parole di  David Grossman citate a sproposito hanno colpito anche me ma per la ragione opposta perchè mi hanno fatto venire in mente...

proprio la sinistra italiana (come mi ricordano la destra, ma a me fa più male vederci la sinistra )

A me che sono cresciuta in una famiglia di sinistra, DOC. Fra feste de L'Unita, concerti e comizi!


Fate come me provate a mettere davanti alle parole dello scrittore la parola sinistra italiana:

ho messo in verde le parole di Grossman
Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe

Identità di sinistra. Priva di volto!. In che cosa mi riconosco io se guardo la coalizione di sinistra?

L'identità non si basa sul non essere (non siamo come Berlusconi) ma sull'essere. Cosa siamo?

Dove sono le leggi sui Dico, quelle sul conflitto di interesse, la politica di pace?

Dove si differenzia la sinistra dalla destra in questo momento? ( mi viene in mente solo lo sparuto Bersani )


continua Grossman parlando di DERESPONSABILIZZAZIONE:   Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, Noi siamo i buoni, i cattivi sono gli altri , i Berlusconi, i nani malefici. Lottiamo contro il male. Ricordate? (Base della campagna elettorale PROTRATTA PER MESI!)

In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva è un dovere morale votare noi, contro il Berlusca cattivo, se votate per noi sistemeremo tutto vi salveremo dal nanofascistacattivoladro

che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità

le favole che ci hanno raccontato sulle truppe mai ritirate,  WELBY , i pacs: temi reimpastati mille volte

ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri

Mi viene in mente il linguaggio da retorica di sinistra vecchia, logora, ormai priva di significato perchè non più aderente alla realtà che viaggia oggi. Termini che continuiamo a ripetere instancabili e deresponsabilizzati. Perchè Siamo di sinistra noi!

E' da anni che mio padre borbotta:”non studia più nessuno, nessuno studia i problemi come facevamo noi costretti da Togliatti! Parlano per slogan!”

Vecchi termini riutilizzati a vanvera:

solidarietà che cosa significa oggi? per gli immigrati: farli lavorare per la mafia? Prostituirli per arricchire la mafia? per arricchire le aziende che non pagano le tasse?

Uguaglianza: per chi? Per i già previlegiati? Uguaglianza nell'essere presi in giro da chi gestisce?

REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE: fra chi? I lando e gli Iasotti che fanno affari insieme nella mia Genova?

LAVORO: dove?

Salari dignitosi quando?

Politica sociale: ho 38 anni e potrò fare un figlio quando andrò in pensione,se l'avrò mai Grazie della vostra politica sociale!

Poi perchè chi protesta in piazza, sui blog dopo aver letto  scritto, pensato è ritenuto DERESPONSABILIZZATO? che strizza l'occhio al dittatore?

Non sono i "Grilliani" che hanno strizzato l'occhio per decenni al regime delle tangenti, alla mafia, al non stato : i veri dittatori di oggi e di ieri

Caro Eugenio la tua cattiva coscienza di giornalista come quella politica  che hanno chiuso gli occhi per troppo tempo ora fa guardare il dito (il termine vaffanculo) e non la luna (i nostri problemi reali!) Guardaci! Come siamo ridotti! Piantala con i tuoi editoriali lunghi cinque pagine sul sesso degli angeli.

Anche voi giornalisti scendete sulla riva del fiume e guardatevi e fate un po' di autocritica.

Grillo è scivolato sulla buccia di banana del termine, dello slogan, e va bene! Non sta bene, è brutto, è volgare

Allora rifacciamoci alla rivoluzione francese. Ai suoi tre famosi slogan. Così anche Eugenio Scalfari, che ha studiato, potrà comprenderci  e non ci redarguirà come bambini che parlano male. La rivoluzione francese è vecchia, ormai inoffensiva sui suoi risvolti repressivi e piace a quasi tutti.

Così torneremo sereni e felici. Slogan semplici ma puliti e seri e dall'accento francese!

ONESTE'

FATTI' CONCRETI' e non seulement mots

RICAMBIO' IN POLITIQUE

promuovo L' OFR DAY

Ah! a proposito anche io vorrei Gramsci per più di una legislatura e invece ho De Michelis:

Forse le regole vanno cambiate se cambiano le merci disponibili sul mercato.

Non posso neanche difendermi? Dirlo? protestare? neanche in piazza o sui blog?

Lo hanno fatto mio nonno contro il duce, mio padre contro la DC definendosi entrambi democratici e se lo faccio io contro Andreottimastellademicheliscasini sono definita anarchica o donna qualunque?

Caro Scalfari, uomo e giornalista qualunque e qualunquista sarà lei!

Dove sono i Pajetta, i Togliatti i De Gasperi di oggi? Me li fate vedere per favore !!!???

IO mi riconosco di più nelle parole della Gabanelli giornalista senza pulpito quì









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categoria:sogni, insonnia, follia, uomo verde, discendenza, panni puliti
giovedì, 31 maggio 2007

Oggi un

DuendeMariela Glüzmann

 fiorellino saltellante, *

il più bello du mundu!

è arrivato alla soglia di  ben un anno di età

Non mi sembra vero!

Con quei ricciolini da girasole arricciato!

I miei complimenti!

Anche per il coraggio con il quale hai scelto mia sorella come mamma :D

Hai migliorato con la zia però

*(messaggio subliminale per Tamai!)

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venerdì, 12 gennaio 2007

A proposito di cose mai sapute.

Oggi mia mamma compie 70 anni.

Auguri!

ma questo, direte voi, è normale!

Quello che può dirsi straordinario, che non sapevo e ho saputo oggi, è che in realtà mia madre è una tigre.

 Lisa

 

Sì proprio una tigre che malauguratamente, dirà qualcuno,  per amore di mio padre, come la sirenetta di Anderseniana memoria si è fatta donna.

Ora capisco tutti quei graffi nonostante le cure e l'amore materno. Ora però posso accettarlo!

E ora, finalmente, comprendo cosa c'è in me che non mi è mai quadrato.

 

(L'immagine raffigura Lisa, personaggio del disegno animato "Vip. Mio fratello superuomo" di Bruno Bozzetto)

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Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas