giovedì, 22 maggio 2008

Vorrei poter dire che me lo aspettavo. Che Genova nei suoi bui e orridi anfratti non mi sorprende più. 

Mordillo piove sul bagnatoInvece  mi stupisce. Mi addolora. In questi giorni tristi in cui i Genovesi scoprono che  tutto è in vendita tranne le giornate di pioggia, che ci arrivano sulla testa da sole aggratis, io,  nel mio antro, simil ufficio, oltre a lavorar mi guardo intorno, leggo i giornali e non mi arrabbio quasi più!

E il mio fotografo mi guarda con occhi spenti e con un senso di colpa sul fondo che gli è rimasto attaccato suo malgrado (che c'entra lui?) Eppure quel senso vago di reponsabilità nascosta e di vergogna  lo tormenta, come tormenta tutti noi (dove abbiamo sbagliato?)

Adesso vi vendiamo noi, mannaggia.:

vendesi in liquidazione politici corrotti e corruttibili all'ingrosso

FUORI TUTTO !

 

O ci ritroveremo senza più nulla,

in braghe di tela come si dice. Così:

Modillo scacco matto 

 

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categoria:auguri, genova, follia
lunedì, 31 marzo 2008

Lei improvvisamente prese la chiave appesa alla porta. Era una chiave grandissima, di ottone credo, pesante e tutta intarsiata, fin da quando ero piccola mi aveva sempre affascinato. Ma io non ero mica grande, in quel momento, no, credevo di esserlo. Ma quando lei, in preda all'ira, afferrò quella chiave, sentii un'onda di ghiaccio formarsi nel cuore quasi a fermarlo e mi vidi, come in uno specchio deformante, di nuovo piccolissima. Ebbi paura per la mamma. Fra le urla di entrambe quella chiave si muoveva come un re infuriato. A quel punto qualcosa mi disse di oppormi a quel re d'ottone. "Smetti, su, lasciala, posala, insomma!" mi sentii dire. Lei posò la chiave e la mamma mi disse: "Vai, cerca papà, digli di venire subito!" Io con le scarpe che volavano, scesi le scale, feci tutta la discesa senza guardare nessuno, e dopo aver attraversato quasi interamente la magica strada dei Palazzi più belli della città, Fausto Danielli_Strada Nuova_ Genova

salite le scale del magnifico cortile del Palazzo dove sapevo si trovava l'ufficio di papà, entrai in quell'antro oscuro che era la seconda entrata. Era un corridoio interamente di vetro con pareti di vetro, porte di vetro, ma tutto buio e senza anima viva e io sentii per l'ennesima volta che mi sarei persa.  Dove diavolo era il suo ufficio? A chi chiedere? E ora? Cosa sarebbe successo? La chiave terribile, potente, roteava sopra la mia testa. La vidi sul soffitto dell'ascensore che come una  gabbia di metallo vecchia e fredda si beava della mia prigionia e del mio spaesamento.A un tratto la porta si aprì e mi ritrovai in un corridoio bianco con tutte porte bianche, chiuse. Una figura passò senza vedermi. No, non ce l'avrei fatta, lo sapevo. Le lacrime cominciarono a scendere ma decisi con disperazione di chiedere la via giusta a una seconda figura umana.

"Chi cerchi? Chi? No, non è quì, non lo so dov'è,  hai sbagliato piano, no, non puoi andare lì. Prova più sotto, o forse più su. Chi può dirlo? Forse non c'è neanche.Sarà andato via. "

Ripresi l'ascensore e al rallentatore tornai a casa. Non so se mio padre tornò, non lo ricordo, i ricordi di quel giorno diventano sempre più deboli nella mente e si sfumano sempre più, sempre più labili nonostante la forza che avevano dentro, la forza della rabbia di lei, che non si potè placare certo come il mare dopo una burrasca. Ma ormai tutto era cambiato per noi. La chiave così piegata tacque da allora, per molto tempo ancora, sulla porta, come prima. Quella curva rimase come presagio, monito: qualcosa di imprevisto e terribile può sempre accadere. In ogni momento. Barba-Blu Caterina ZanodellaQualcuno la prende, la chiave più grande, troppo grande e decide per te della tua vita. Con quella chiave apre un periodo spaventoso pieno di luoghi difficili da percorrere, con imprevisti ed incognite, momenti pesanti da decifrare. Stravolge la tua vita per un attimo o forse più. E non puoi farci nulla e niente può fermarlo perchè, ed è questo fondamentale, anche chi brandisce la chiave malefica ha le sue ragioni e la sua rabbia è autentica.  

 

 

Immagini Fausto Danielli e Caterina Zanodella

 Musica : Tarantella - live - M.Gangi: Suite Italiana3 - "Libra" Guitar Duo

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categoria:sogni, storie vere, follia
giovedì, 28 febbraio 2008
Tomi Ungerer C' è un' Italia vecchia, logora decrepita ma non in senso anagrafico. E' una vecchiezza che non si accorge della grande trasformazione in atto, della rivoluzione che stiamo vivendo, delle  enormi possibiltà di comunicazione ed informazione. Ed è in mala fede perchè ha paura. Paura che gli scheletri negli armadi si svelino, paura di guardare in faccia le vecchie idee rattrappite e doverle stravolgere, paura di qualcosa che non conosce, paura del potere che perderà.

Sono stanca di sentire idiozie sull'argomento blog come denuncia Emanuele Chesi quì . Blog che, a Porta a Porta, divengono oscuri meandri di narcisismo e prostituzione. I giovani soprattutto vengono dipinti come gente perduta. Sono stufa di scoprire che Grillo va a Napoli e nessuno ne parla, nè giornali, nè televisione solo perchè parla male di uno e dell'altro politico, mentre centinaia di persone sono in piazza davanti a lui! Sono stufa di vedere vecchie soluzioni mentre tutto il mondo va da un'altra parte solo perchè qualcuno, che non siamo noi, ci guadagna. Termovalorizzatori *1, revisione della legge 194*2, reigassificatori*3, energia nucleare*4. 

Mentre quando si affacciano timide soluzioni  - i dico - vengono subito  bloccate. Che poi finiamola con queste iprocrisie, l'unica soluzione sono  i matrimoni gay e basta! Per tutte le altre situazioni familiari una soluzione pacifica, SENZA GRANDI DISCORSI. Tutto il mondo va in questa direzione ! Siete per la famiglia? E fategliela fare una famiglia no!? Fra i miei amici ci sono: due donne e i figli di una di loro che formano una vera famiglia (il padre se ne è sempre disinteressato dei figli), un mio compagno delle medie che convive felicemente con il suo compagno da anni, due carissimi amici di mia mamma che ormai da 40 anni vivono insieme, fra l'altro, meglio dei miei genitori che si  sono separati. Perchè i cattolici teodem o i preti devono decidere per loro? Sono italiani questi o no?

L'informazione vera passa da un'altra parte, passa ormai su internet e tutti a dire al lupo al lupo perchè Grillo lo ha svelato. Ormai è così. I giornali, le televisioni sono troppo mischiati al potere e dipendenti da lui per fare vera informazione. E se la fanno vengono censurati, ignorati, vilipesi.  Mentre internet è libera. Si può mentire su internet ma vieni subito smentito o isolato! Distrutto dall'informazione che prova la tua menzogna. Almeno su internet puoi documentarti, scegliere l'informazione che vuoi, sviscerare il problema, deviando le maschere e le finzioni.La possibilità di espressione del cittadino comune è una realtà. 

Spero davvero  che questa rivoluzione dovuta ad internet porti interlocutori nuovi in Italia o rimarremo il paese alla deriva che siamo.

E poi se sbagliate chiedete scusa, non per parlare di nuovo di Grillo (non lo faccio per un fine particolare ma perchè guarda caso propone mie riflessioni di tutti questi anni che non hanno avuto interlocutori) ma lui è andato a Napoli e a nome di tutti ha chiesto scusa! Non lo fa più nessuno, specialmente chi nelle istituzioni fa degli errori. Invece è necessario! Ho ascoltato Minoli quì a radio 3 e continuava a difendere il periodo craxiano e Craxi!!!! Nessuno ci ha chiesto scusa per gli obrobri di quegli anni. Perchè?

Scusate lo sfogo, di tutto un po',  ma tempo fa ho votato qualcuno che ha fatto tutto il contrario di quello che avrei voluto. Vi pare poco?

Ecco per dirla come bierreuno scegliamo e andiamo in bus! Andiamo su internet, una ricerca d'informazione alternativa. Per poi fare le nostre valutazioni su una base non manipolata da vecchi dentro in malafede!

 

*1Gli altri paesi hanno prima sponsorizzato la raccolta differenziata e il termovalizzatore di ultima generazione è diventato la soluzione finale (arg! ) ultima. Infatti molti vengono smantellati

*2 Perchè sull'aborto devono avere così tanto "peso" un grassone che nessuno metterà mai in cinto e prelati che nulla sanno di parto e concepimento?

*3 Durante una trasmissione di  Report (rimasta peraltro inascoltata) tecnici, scienziati,  politici europei hanno più volte ribadito che  non sono economici mentre sono inquinanti.

*4 Dopo quello che è successo in Campania vi immaginate cosa potrebbe accadere in Italia alle scorie di un impianto nucleare?

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categoria:progetti, sogni, tramonti, insonnia, follia, perdersi, panni puliti
venerdì, 19 ottobre 2007

In macchina con te in una notte svuotata di tango, mi sento come un fiore con lo stelo bruciato tanto mi fanno male i piedi. Devo aver ballato troppo o le scarpe belle sono troppo strette.  E tu mi riporti a casa come molte altre volte e mi guardi ma non mi riconosci e pure mi parli come se fossi la cassiera di un super dove stai comprando lamette per la barba. Così penso a quanto sono stata zitta con te quante parole rimastemi dentro tutte compresse nella gola. Quel giorno lontano d'agosto poi le ho scaraventate nell'Oceano insieme ai ghiaccioli  che quell'altro là mi aveva lasciato. Volevo essere leggera a Buenos Aires e poter ballare più vivace e veloce. Tu sai come.  Ma quanti pesi ho portato per te e notti insonni e giorni faticosi, quanti  doni ho rimandato indietro a causa tua: una notte stellata di salsa con il grande maestro, e dei sorrisi e degli occhi solo per me.

Tutte le parole non dette e i doni rinunciati hanno lasciato nel mio cuore ombre che ora si leggono fra le righe. mia13

Mentre andiamo, a un tratto, guidando, mi chiedi:

" Ma tu, in quel periodo, c'eri? Perchè io non ricordo nulla!" 

Mi volto e  mi basta un attimo per pugnalarti al cuore e non mi importa se sbandiamo!  Io sono un fiore dallo stelo bruciato!

Ho ballato troppo. Credo. 

 

 

Immagini della mitica  TAMAI!

Brano "La follia" del grande Giovanni Lo Cascio

...perdonatemi :)

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categoria:follia, tango
martedì, 25 settembre 2007

disegno di PakmurMi è così difficile tornare come andarmene. E oggi più di ieri. Tanto che ti vedo e non so più parlare.

Una palla che cade e rimbalza sul pavimento questo è il suono delle mie parole.

Si è persa quella luce con la quale, facilmente, giungevo a voi.

E con le scarpe ancora allacciate ballo sola come in un film mai girato.

Con gli occhi chiusi, con un'ombra, ballo sola.

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categoria:follia, tango
venerdì, 14 settembre 2007
 Cara Simo, cari tutti, caro (massì mi sono montata la testa) Scalfari

Non sono d'accordo per nulla con l'editoriale dell'editorialista per eccellenza di Repubblica (quì )

Invasioni barbariche? Caro Eugenio se non te ne sei accorto fra i barbari ci siamo già da tempo.


Le parole di  David Grossman citate a sproposito hanno colpito anche me ma per la ragione opposta perchè mi hanno fatto venire in mente...

proprio la sinistra italiana (come mi ricordano la destra, ma a me fa più male vederci la sinistra )

A me che sono cresciuta in una famiglia di sinistra, DOC. Fra feste de L'Unita, concerti e comizi!


Fate come me provate a mettere davanti alle parole dello scrittore la parola sinistra italiana:

ho messo in verde le parole di Grossman
Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe

Identità di sinistra. Priva di volto!. In che cosa mi riconosco io se guardo la coalizione di sinistra?

L'identità non si basa sul non essere (non siamo come Berlusconi) ma sull'essere. Cosa siamo?

Dove sono le leggi sui Dico, quelle sul conflitto di interesse, la politica di pace?

Dove si differenzia la sinistra dalla destra in questo momento? ( mi viene in mente solo lo sparuto Bersani )


continua Grossman parlando di DERESPONSABILIZZAZIONE:   Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, Noi siamo i buoni, i cattivi sono gli altri , i Berlusconi, i nani malefici. Lottiamo contro il male. Ricordate? (Base della campagna elettorale PROTRATTA PER MESI!)

In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva è un dovere morale votare noi, contro il Berlusca cattivo, se votate per noi sistemeremo tutto vi salveremo dal nanofascistacattivoladro

che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità

le favole che ci hanno raccontato sulle truppe mai ritirate,  WELBY , i pacs: temi reimpastati mille volte

ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri

Mi viene in mente il linguaggio da retorica di sinistra vecchia, logora, ormai priva di significato perchè non più aderente alla realtà che viaggia oggi. Termini che continuiamo a ripetere instancabili e deresponsabilizzati. Perchè Siamo di sinistra noi!

E' da anni che mio padre borbotta:”non studia più nessuno, nessuno studia i problemi come facevamo noi costretti da Togliatti! Parlano per slogan!”

Vecchi termini riutilizzati a vanvera:

solidarietà che cosa significa oggi? per gli immigrati: farli lavorare per la mafia? Prostituirli per arricchire la mafia? per arricchire le aziende che non pagano le tasse?

Uguaglianza: per chi? Per i già previlegiati? Uguaglianza nell'essere presi in giro da chi gestisce?

REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE: fra chi? I lando e gli Iasotti che fanno affari insieme nella mia Genova?

LAVORO: dove?

Salari dignitosi quando?

Politica sociale: ho 38 anni e potrò fare un figlio quando andrò in pensione,se l'avrò mai Grazie della vostra politica sociale!

Poi perchè chi protesta in piazza, sui blog dopo aver letto  scritto, pensato è ritenuto DERESPONSABILIZZATO? che strizza l'occhio al dittatore?

Non sono i "Grilliani" che hanno strizzato l'occhio per decenni al regime delle tangenti, alla mafia, al non stato : i veri dittatori di oggi e di ieri

Caro Eugenio la tua cattiva coscienza di giornalista come quella politica  che hanno chiuso gli occhi per troppo tempo ora fa guardare il dito (il termine vaffanculo) e non la luna (i nostri problemi reali!) Guardaci! Come siamo ridotti! Piantala con i tuoi editoriali lunghi cinque pagine sul sesso degli angeli.

Anche voi giornalisti scendete sulla riva del fiume e guardatevi e fate un po' di autocritica.

Grillo è scivolato sulla buccia di banana del termine, dello slogan, e va bene! Non sta bene, è brutto, è volgare

Allora rifacciamoci alla rivoluzione francese. Ai suoi tre famosi slogan. Così anche Eugenio Scalfari, che ha studiato, potrà comprenderci  e non ci redarguirà come bambini che parlano male. La rivoluzione francese è vecchia, ormai inoffensiva sui suoi risvolti repressivi e piace a quasi tutti.

Così torneremo sereni e felici. Slogan semplici ma puliti e seri e dall'accento francese!

ONESTE'

FATTI' CONCRETI' e non seulement mots

RICAMBIO' IN POLITIQUE

promuovo L' OFR DAY

Ah! a proposito anche io vorrei Gramsci per più di una legislatura e invece ho De Michelis:

Forse le regole vanno cambiate se cambiano le merci disponibili sul mercato.

Non posso neanche difendermi? Dirlo? protestare? neanche in piazza o sui blog?

Lo hanno fatto mio nonno contro il duce, mio padre contro la DC definendosi entrambi democratici e se lo faccio io contro Andreottimastellademicheliscasini sono definita anarchica o donna qualunque?

Caro Scalfari, uomo e giornalista qualunque e qualunquista sarà lei!

Dove sono i Pajetta, i Togliatti i De Gasperi di oggi? Me li fate vedere per favore !!!???

IO mi riconosco di più nelle parole della Gabanelli giornalista senza pulpito quì









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categoria:sogni, insonnia, follia, uomo verde, discendenza, panni puliti
lunedì, 10 settembre 2007
Non mi voglio più sentire impotente, offesa, nauseata. Per questo sono andata al v day. La politica per me, per tradizione familiare è importante e deve far parte della vita.

Una vecchia parola mi torna in mente, oggi fa un po' ridere, ma aveva pur un significato e non da poco: partecipazione. Non si può lasciar andare tutto al macero. La politica di oggi invece mi dà l'orticaria e mi infonde un insano bisogno di fuggire.

I giornali, a quello che leggo stamattina, parlano soprattutto di qualunquismo, populismo e dello sdegno di un signor nessuno come Casini, non raccontano con onestà delle reali aspettative, delle rivendicazioni del v day, di ciò che è successo, di ciò che significa.

 Almeno per ora. Io aspetto e ... beh... sapete cosa vi dico? mi piace lo sloganv-day  

Sì Provateci!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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categoria:sogni, auguri, importante, follia
giovedì, 12 luglio 2007

VI RICONOSCETE?

Indissolubili ma diversi

L'uomo dalle molte foglie sonore e rutilanti

Pronta al salto

l' uomo che sapeva volare e molto pensare

Nonostante un dono prezioso distratta da un dolore antico e presente

Una  pinguina per fidanzata 

 

nella notte brutte ombre ma giovane e coraggiosa

un tuffo ardente

vulcanico di idee non zoppicanti  ma che navigano, navigano

Caboto (Cliquez pour agrandir)

un pesce, fior d'acqua salata, alla scoperta di nuovi mondi

Basta! Mi metto le scarpe e me ne vado. Ho un sogno incompiuto che devo finire di vivere

una natura da scoprire, un tesoro fra le dita. L'uomo è affascinato ma lontano, invidioso?

Chi ho visto di voi  in queste immagini?

Sono innamorata di Mattotti è un artista interessante e dalle mille sfaccettature fantasiose, misteriose ed intense. Ho scoperto che fino al 28 luglio c'è una sua mostra a Napoli. I dettagli quì

un conte per mattotti  

 

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categoria:follia, amici cari
mercoledì, 11 luglio 2007

Mentre scrivevo un documento di lavoro mi sono trovata a pensare:

ora avrei bisogno di cioccolato

valore fondente della nostra civiltà

http://cioccolato.playnet.it/cioccolato/Img/Video/7.mpg

 tu sai perchè

 

 

Minor swing di Rachel Portman brano tratto dalla colonna sonora del film  Chocolat, 2000

nel video spezzone tratto dal film Volere volare di Maurizio Nichetti e Guido Manuli, con Angela Finocchiaro e Maurizio Nichetti, 1991

postato da: Smillapiffi alle ore 18:22 | Permalink | commenti (12)
categoria:follia, cinque cose che non ho mai detto
venerdì, 01 giugno 2007

 Alberico seconda puntata, per la prima guarda quì 

Folon Au pays des merveillesAlberico ancora in ufficio spegne il computer, indossa la giacca, prende la valigetta ed esce. Come ogni sera torna a casa a piedi con quel suo passo dondolante, lento. Aperto il portone sale le scale fino all'ultimo piano e apre la porta. Ormai lo sa, è consapevole che non la troverà, che non lo sta aspettando, che la casa è vuota. Ma lo sorprende sempre accorgersi che tutto è rimasto esattamente come la mattina. Le bollette sulla mensola nell'entrata, la tazzina del caffè sul lavello, una foglia sul pavimento sotto la pianta. Nel silenzio l'immobilità continua ed insistente di ogni cosa ne segnala l'assenza.

La sua cena è frugale: mezzo bicchiere di rosso, riso e pesciolini. Ha imparato a prepararsi tutto da solo con garbo ma senza molta fantasia. Appena ha finito rassetta per bene, va in sala e apre la finestra. Nel suo volo passa nuovamente sotto il suo ufficio, ma sembra non accorgersene, mentre entra nella notte con ostinazione nel tentativo di raggiungere le sue profondità, i suoi spessori alla ricerca di oscurità,  desiderando  assorbire,  far parte di quel cielo nudo di stelle. Forse spera di ripararsi con lenzuoli notturni dalle frecce dei  ricordi .

Mentre sta per tornare sembra rammentarsi improvvisamente di qualcosa e si dirige in fretta verso una luce straordinariamente luminosa; è quel forno che conosce già, dove  tutti quei piccoli omini a quest'ora si affannano a finire il loro lavoro per poi lasciare una luna appena sfornata librarsi leggera nell'aria. Alberico la guarda mentre lei sorridente si leva nel buio. Poi torna velocemente a casa. L'apparizione del  volto di una luna sorridente così simile al volto e al sorriso di lei è l'ultimo frammento di ricordo che gli rimane e a cui non sa rinunciare, ogni notte, nonostante la caparbia volontà di dimenticarla. Con la medesima ostinazione la cerca e la guarda nella notte silenziosa perchè non sa trovare altro modo per riuscire ad avere un po' di pace e finalmente dormire.

In casa chiude la finestra, si riordina meticolosamente con il becco le penne delle ali, va a letto e spegne la luce.

Gallo di Iván PizarroLa mattina dopo ecco che nuovamente quell'impertinente di un gabbiano gli appare su un comignolo davanti alla finestra della camera. E lo guarda, ancora, con aria indagatrice.

E' solo un attimo poi vola via.

CHI DIAVOLO SEI, !? gli urla Alberico CHE VUOI?

yek yek

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categoria:ufficio, follia, alberico
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas