Vorrei poter dire che me lo aspettavo. Che Genova nei suoi bui e orridi anfratti non mi sorprende più.
Invece mi stupisce. Mi addolora. In questi giorni tristi in cui i Genovesi scoprono che tutto è in vendita tranne le giornate di pioggia, che ci arrivano sulla testa da sole aggratis, io, nel mio antro, simil ufficio, oltre a lavorar mi guardo intorno, leggo i giornali e non mi arrabbio quasi più!
E il mio fotografo mi guarda con occhi spenti e con un senso di colpa sul fondo che gli è rimasto attaccato suo malgrado (che c'entra lui?) Eppure quel senso vago di reponsabilità nascosta e di vergogna lo tormenta, come tormenta tutti noi (dove abbiamo sbagliato?)
Adesso vi vendiamo noi, mannaggia.:
vendesi in liquidazione politici corrotti e corruttibili all'ingrosso
FUORI TUTTO !
O ci ritroveremo senza più nulla,
in braghe di tela come si dice. Così:















