giovedì, 02 novembre 2006

Johann Sebastian Bach

Aprile 1726 Lipsia.

 Il signor Johann Sebastian ripose la piuma nel calamaio posto alla sua destra sullo scrittoio, scostò la sedia dove era seduto e riprese con una mano gli occhiali stropicciandosi con l'altra gli occhi. Quindi li rimise sul naso. Guardò oltre la spalla dove solitamente su una testa di legno era posata la parrucca che la moglie ogni giorno pettinava personalmente. 

 -  Farò tardi  al Caffè Zimmermann, pensò.

Guardò ancora gli spartiti dalla scrittura lieve, sottile ed ordinata. E' quasi finito il secondo movimento , constatò fra sè. Poi ad alta voce - Magdalena - chiamò - dove è finita la parrucca? Sono quasi le sei!

Sentì la moglie muoversi nel vestibolo e raggiungerlo sollecita. -Non riesco a capire l'ho posta quì - indicando la testa di legno - come ogni mattina!

Il signor Johann guardò la pendola.  - Devo uscire - disse - il concerto deve iniziare alle sei! Chiedi a Leontine è una domestica talmente sbadata! -  Indossò la redingote color panna, raccolse gli spartiti sparsi sullo scrittoio, li mise in una cartella di pelle ed uscì. Al ritorno trovò la moglie alle prese con il figlio Carl Philipp   -Dove li hai presi questi denari!? - lo sgridava - Dovè la parrucca di vostro padre?! - No vi giuro madre, non sono stato io, non so nulla!-  cercava di difendersi Carl.  Quando si accorsero di lui  madre e figlio tacquero. Il signor J. guardò la moglie le fece un cenno di seguirlo e la moglie lo precedette nello studio.

- Johann non so che pensare! Leontine mi ha rivelato che Carl avrebbe  venduto la vostra parrucca a un servo di un musicista italiano, quì in visita a Lipsia, spacciandola per una parrucca magica!  Il genio della creazione musicale solo a chi la indossa! - Il signor J guardò di lato oltre la spalla in direzione della testa di legno e senza farsene accorgere dalla moglie sorrise ridendo fra sè e tacendo qualche minuto.

-Non gli abbiamo insegnato a imbrogliare. Si dovrà punirlo! Pensaci tu Anna Magdalena.- E le si avvicinò dandole un bacio in fronte.

Per molti anni della parrucca non si ebbe più notizia! Non si sa se qualcuno l'abbia indossata.

Ma ecco che nel  febbraio 1756 a  Salisburgo in  una certa cucina qualcosa accadde.

Leontine cercava di ravvivare il fuoco sulla stufa, il vento dentro la cappa ora lo teneva  a freno ora lo alzava. La pentola ribolliva pericolosamente ma Leontine aveva fretta, il bambino aveva bisogno di mangiare. La madre da lì a poco l'avrebbe chiamata. Una bambina di circa cinque anni saltava allegra fra lei, la culla e la stufa facendole ancora più confusione Si sedette e si apprestò ad allattare il bambino. La sorellina guardò la pentola curiosa e aprì il coperchio. - Nannerl stai attenta! - la redarguì Leontine. La bimba spaventata fece un gesto brusco e la pentola della zuppa rovinò sulla culla appena rassettata!  - Nannerl che fai? Che disastro! Chi la sente ora tua madre! - Il fratellino che aveva in grembo si mise a piangere rabbrividendo di freddo.  Si guardò intorno, dove poteva trovare un giaciglio improvvisato per lui? Le cadde lo sguardo sul pacco che le aveva dato il signor Leopold. -Prendete questa parrucca, fatene quel che volete, - le aveva detto - è la originale dote del nuovo servo italiano che abbiamo assunto oggi - Leontine scartò l'involucro di panno damascato che ricopriva la parrucca  misteriosa. La soppesò guardandola, era di media grandezza, di boccoli bianchi, senza tarme o indesiderati ospiti, anzi sembrava pulita e soffice. L'interno era ovale e la misura era giusto quella del bambino, sicuramente se non proprio comodo sarebbe stato al caldo il piccolo Wolfgang Amadeus!

Mise un piccolo lenzuolo di stoffa nell'interno della parrucca e vi pose il bimbo. Nannerl lo guardò e si divertì a cantargli:

Gennaio mette ai monti la parrucca

febbraio grandi e piccoli imbacucca!

la lallla la lalla la...

In quel mentre il piccolo Wolfgang alzò un dito e muovendolo in quà e in là seguì la sorellina che cantava. Si aprì la porta e i genitori dei due fratellini entrarono nella cucina -  Leontine che succede? chiese la madre - Abbiamo sentito un tonfo, qualcosa di pesante che cadeva!

Si accorsero del bimbo nella parrucca,   stupiti videro il bambino che pareva dirigere una orchestra immaginaria. Nel suo giaciglio  i suoi occhi sembravano essersi illuminati di una nuova luce!

postato da: Smillapiffi alle ore 17:50 | Permalink | commenti (9)
categoria:johann sebastian bach
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas