mercoledì, 05 marzo 2008

In fondo ad un vicolo, mentre cammino con la solitudine di una domenica mattina, una snella e nera volpe mi taglia la strada, mi guarda e fugge via.
Assomiglia alla mia solitudine, sai?
I suoi occhi inquieti sono in cerca di qualcosa, lo vedo, qualcosa che però sfugge, e non si ferma.
E la volpe pare cercarla, tenta di afferrarla, forse per starle vicino, anche soltanto un momento, a questa cosa lontana.
Poi volto a destra mentre la volpe, mi accorgo,  volta a sinistra. Ma ecco, torna e mi ripassa accanto,  Endless Summer il collo nudo e nero evidenzia il collare che non c'è, il seguire passi perduti, un'ansia leggera e pesante.
Una vecchina le cammina davanti forse la volpe la raggiungerà. Ma io so che non è lei, no, non è lei che la volpe vuole.
Così in quel desiderio non la vedo più, ci allontaniamo, ci dimentichiamo. Io e la volpe
A volte succede con la mia solitudine che si nasconde dietro ai tuoi passi, ai tuoi occhi e sogna.
Arrivo a San Lorenzo ed un libertango di strada si fa largo fra la gente e mi circonda insieme alla vita da cappuccino della domenica mattina
E da qualche parte chissà, in quale vicolo distratto,la volpe sempre in cerca, sempre in cerca.
Come la mia solitudine.
In her eyes . . .
 
 
 
pretty lat/long
postato da: Smillapiffi alle ore 18:17 | Permalink | commenti (11)
categoria:storie vere, ocho cortado, semplice diario di bordo
mercoledì, 20 giugno 2007

pentoleL'altro ieri mentre cucinavo, sentivo il giornale radio. Lo so sono una buffa snob, come dice Pop, sento il radio giornale a Radio tre  ma nel mentre combatto con pentole e fornelli come tutte! Altro che snob. Quelle vere hanno le cuoche! Così mi ascoltavo per l'ennesima volta un destrorso che chiedeva nuove elezioni ed in quel momento  mi è apparso quel gran  genio del nostro amico Kafka. KAFKA_chateau

E ho fatto questa gran pensata:

"Sembra che essere all'opposizione, oggi, voglia dire unicamente chiedere nuove elezioni". Più i programmi elettorali si assomigliano, si confondono per la vacuità dei contenuti più l'opposizione che ha perso chiede nuove elezioni.

E non importa se agli elettori non importa proprio nulla di nulla di queste benedette nuove elezioni. Cosa risolvono? Anzi solo al pensiero, ognuno di noi, vede materializzarsi davanti a sè un lungo baratro: buio, fumoso, angusto al termine del quale una squallida cabina elettorale ghigna malefica. Lei sà bene che ci creerà nuovi dolori e contorcimenti.

Ma il  ruolo dell'opposizione, imperterrito,  sembra sia davvero unicamente chiedere che quelli in carica lascino le poltrone. Andatevene, andatevene! Berciano gli oppositori come se fossero grandi paladini di qualche virtù.Senza spiegare nulla, senza proposte:un disco rotto. Solo una continua litania, compulsiva: andiamo alle elezioni.

Ma andiamo chi?

Andateci voi! Noi non ci stiamo. Almeno io.

Ma siamo sinceri!

Noi elettori.

Chi mai, al di fuori dei politici, vorrebbe andare nuovamente alle urne.

Ma neanche gli imprenditori di destra, i mugugnoni delle tasse, gli sfiduciati di sinistra, i velenosi destrorsi.

NESSUN ELETTORE! SAPPIATELO O SORDI POLITICI 

Vogliamo un po' di politica. L'opposizione faccia il suo mestiere: il dibattimento dei problemi proposti dalla maggioranza. Cercate di risolvere le questioni importanti per noi! La democrazia è questa,  non  andare a votare e poi chiedere nuove elezioni e via così!

Per questo mi è tornato alla memoria Kafka, con il suo mondo da incubo. Burocrati senza volto comparsi all'improvviso,grigi impiegati,  qualche autorità senza testa ti coinvolgono, tuo malgrado, in una storia senza uscita, senza capo nè coda, senza speranza e senza che tu sappia bene perchè E alla fine tu ti ritrovi morto, ucciso da uomini neri e misteriosi armati di un lungo coltello.

L'ultimo tuo pensiero è: Ma perchè?

Sfogo di una cocò, casalinga (quindi anche io precaria) sfiduciata, con gatto a carico, mutuo e... fidanzato che sogna il tesoro di Paperon De PaperoniKAFKA_ellipse. Come dice un mio amico:scusate se è poco.

 

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lunedì, 07 maggio 2007

azzurre finestre assonnateStasera sono molto stanca,

chiudimi, riparami gli occhi con le tue dita lievi.

Raccontami piano di quel  marchingegno fatato che vuoi.

Dalla curva delle mie ciglia partiranno azzurri sogni, 

limpidi e soli come i tuoi occhi.

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giovedì, 22 marzo 2007
 silhouette nervosa

Sabato ore 7.00

Dalla mia finestra uno spicchio di mare e di porto.

Stamattina un po' di foschia mentre tu ancora dormi e sogni.

Le nebbie si diradano e una luce mattutina si fà strada, timida, fra le imbarcazioni.

Anch'esse sognano e rollano.

Il caffè arriva fischiettando, il suo profumo giocherella fra le stoviglie e come ogni mattina  mi dice: son qui, son quì non temere!

La gatta, coda dritta e baffo sporgente, mi volta il didietro, percorre il corridoio, fà capolino sulla scala, si gira, e mi fà:

"Non si vede ancora il sole? Doveva essere già quì a quest'ora!"

 gatto

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Aleyakke ; Gatto di Francesco Natali

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Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas