
il collo nudo e nero evidenzia il collare che non c'è, il seguire passi perduti, un'ansia leggera e pesante. categoria:storie vere, ocho cortado, semplice diario di bordo
E ho fatto questa gran pensata: "Sembra che essere all'opposizione, oggi, voglia dire unicamente chiedere nuove elezioni". Più i programmi elettorali si assomigliano, si confondono per la vacuità dei contenuti più l'opposizione che ha perso chiede nuove elezioni. E non importa se agli elettori non importa proprio nulla di nulla di queste benedette nuove elezioni. Cosa risolvono? Anzi solo al pensiero, ognuno di noi, vede materializzarsi davanti a sè un lungo baratro: buio, fumoso, angusto al termine del quale una squallida cabina elettorale ghigna malefica. Lei sà bene che ci creerà nuovi dolori e contorcimenti. Ma il ruolo dell'opposizione, imperterrito, sembra sia davvero unicamente chiedere che quelli in carica lascino le poltrone. Andatevene, andatevene! Berciano gli oppositori come se fossero grandi paladini di qualche virtù.Senza spiegare nulla, senza proposte:un disco rotto. Solo una continua litania, compulsiva: andiamo alle elezioni. Ma andiamo chi? Andateci voi! Noi non ci stiamo. Almeno io. Ma siamo sinceri! Noi elettori. Chi mai, al di fuori dei politici, vorrebbe andare nuovamente alle urne. Ma neanche gli imprenditori di destra, i mugugnoni delle tasse, gli sfiduciati di sinistra, i velenosi destrorsi. NESSUN ELETTORE! SAPPIATELO O SORDI POLITICI Vogliamo un po' di politica. L'opposizione faccia il suo mestiere: il dibattimento dei problemi proposti dalla maggioranza. Cercate di risolvere le questioni importanti per noi! La democrazia è questa, non andare a votare e poi chiedere nuove elezioni e via così! Per questo mi è tornato alla memoria Kafka, con il suo mondo da incubo. Burocrati senza volto comparsi all'improvviso,grigi impiegati, qualche autorità senza testa ti coinvolgono, tuo malgrado, in una storia senza uscita, senza capo nè coda, senza speranza e senza che tu sappia bene perchè E alla fine tu ti ritrovi morto, ucciso da uomini neri e misteriosi armati di un lungo coltello. L'ultimo tuo pensiero è: Ma perchè? Sfogo di una cocò, casalinga (quindi anche io precaria) sfiduciata, con gatto a carico, mutuo e... fidanzato che sogna il tesoro di Paperon De Paperoni chiudimi, riparami gli occhi con le tue dita lievi. Raccontami piano di quel marchingegno fatato che vuoi. Dalla curva delle mie ciglia partiranno azzurri sogni, limpidi e soli come i tuoi occhi. Sabato ore 7.00 Dalla mia finestra uno spicchio di mare e di porto. Stamattina un po' di foschia mentre tu ancora dormi e sogni. Le nebbie si diradano e una luce mattutina si fà strada, timida, fra le imbarcazioni. Anch'esse sognano e rollano. Il caffè arriva fischiettando, il suo profumo giocherella fra le stoviglie e come ogni mattina mi dice: son qui, son quì non temere! La gatta, coda dritta e baffo sporgente, mi volta il didietro, percorre il corridoio, fà capolino sulla scala, si gira, e mi fà: "Non si vede ancora il sole? Doveva essere già quì a quest'ora!" Foto di Aleyakke ; Gatto di Francesco Natali
il collo nudo e nero evidenzia il collare che non c'è, il seguire passi perduti, un'ansia leggera e pesante.
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L'altro ieri mentre cucinavo, sentivo il giornale radio. Lo so sono una buffa snob, come dice Pop, sento il radio giornale a Radio tre ma nel mentre combatto con pentole e fornelli come tutte! Altro che snob. Quelle vere hanno le cuoche! Così mi ascoltavo per l'ennesima volta un destrorso che chiedeva nuove elezioni ed in quel momento mi è apparso quel gran genio del nostro amico Kafka. 
. Come dice un mio amico:scusate se è poco.
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Stasera sono molto stanca,
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