Scusatemi
...eeeh lo so che vi siete preoccupati :)
sono così poco presente per :
tanto da fare e lavorare e correre e andare.
E poi mi sento un po' così
Scusatemi ...eeeh lo so che vi siete preoccupati :) sono così poco presente per : tanto da fare e lavorare e correre e andare. E poi mi sento un po' così Marpione: ciao mi hai colpito... vivo tra milano e new york e mi occupo di comunicazione... sei di milano vero? mi hai incuriosito... se ti va ci prendiamo un aperitivo questa sera? Smilla: oddio! ero proprio a terra stasera...aspettavo solo te ... e sei arrivato diretto ... in volo da New York ..che emozione!!! flap flap * N.D.R. Non tutte le bionde nascono pupe! Ho sempre pensato che il senso dell'umorismo riesce a rendere più leggero e spumeggiante ogni aspetto della nostra vita, bello o brutto che sia, sollevandolo da quel peso incombente, logico e dall'odore di muffa o di scartoffie vecchie che è la quotidianità. Improvvisamente, grazie a una battuta, si apre una finestra dove prima c'era un muro, e, davanti al nostro sguardo, ecco apparire un aspetto nuovo a cui non avevamo mai pensato, magari su un argomento fastidioso o personale o addirittura su qualcosa per noi COSI' importante e che improvvisamente diventa buffo, senza peso e ci scopriamo a riderci su. “Oddio Su quell'argomento terribile e sacro ci sto ridendo su! “ Tutt'altra cosa invece è il ridicolo. Rendere ridicolo qualcosa o qualcuno. Per me significa togliere, coprire, snaturare la bellezza di un oggetto, di una persona, di un momento. Il riflettere sulla differenza fra ridicolo ed umorismo (che forse per tutti è elementare ma per me non lo è e ho dovuto pensarci intensamente e farne un post ... sigh!) mi è capitato quando mi sono imbattuta su due casi emblematici. E qualche giorno fa quando il simpatico signor Bruno, a cui chiedevo se si ricordava del mio caro amico Grizou esclamò lasciandomi interdetta : “Ah si! quello ridicolo!” Intendendo: quello che scherzava! I miei due casi se pur differenti, li ho legati alla stessa sensazione. Qualcosa o qualcuno viene ridotto in maniera tale da apparire sicuramente ridicolo ma assolutamente non da muovere al riso ma anzi da provocare uno stringimento di stomaco, una sofferenza. Non si apre a nulla, non viene provocato un lampo di consapevolezza ma un senso di pena perché è la dignità che è stata calpestata. I esempio Mia madre abita da poco ai penultimi piani di un palazzo nel centro storico della mia città. La prima volta che mi affacciai alla finestra della cucina rimasi colpita dal palazzo di fronte le cui finestre tradivano una origine medioevale per la sottile colonna di marmo posta al centro. Un palazzo, peraltro, ingrigito dal tempo con un tetto a lastre di lavagna come si facevano anticamente in Liguria, semplice nella sua forma ma che grazie a queste piccole colonne, (diciamolo, neanche dritte!) emana un'aria mesta ma dignitosa. Sicuro testimone di una moltitudine di sconosciute vite passate, di famiglie numerose, anime solitarie o invecchiate sole, di gatti affamati nella notte. Quando scoprii il palazzo era estate, le finestre erano aperte e ai vetri non feci caso, o non li scorsi essendo abbastanza lontani. Quando, con i primi freddi, gli inquilini dovettero chiudere i vetri, mi accorsi di ciò che non avevo ancora visto: vetri ad INGLESINA ( così dice Pop si chiamano i vetri di tal fatta) tanti piccoli quadratini che sicuramente all'interno spezzettano irrimediabilmente la vista della sparuta colonna e all'esterno la rendono ridicola, INUTILE. Togliendole non solo la bellezza ma anche il senso d'esistere. Caro Pop! questo è più che cattivo gusto, è crudelmente ridicolizzare. Imprecare fu poco! Il seguito, come ci si può ben accorgere dalla foto, divenne ancora più atroce! Applicarono alla finestra una BELLA TAPPARELLA VERDE PLASTICA! Mi sono chiesta Perché?Ora ... se guardate le due finestre, attentamente, come se fossero vive, non pare anche a voi che stiano piangendo? Vi viene da ridere? Se sì, siete abbastanza cattivi. Credetemi! Per quanto riguarda il secondo esempio tutti noi conosciamo l'anima dei cani: un'anima unica, cristallina e che una volta incontrata è difficile da dimenticare perché franca e solida. Attraverso occhi immalinconiti di pioggia segue percorsi a noi ignoti e affascinanti attraverso odori di persone, animali e cortecce d'alberi. Lungo pensieri che non possono che sfuggirci dal momento che nascono da una dimensione basata su suolo, profumi parlanti e corsa libera. Come sull'amore di chi gli sta accanto. Non badano ad inezie ma arrivano al cuore delle situazioni tanto che a volte possono morirne per eccessiva fiducia nell'essenzialità. E vedono l'uomo senza maschere. Così che riescono ad amare di noi i soggetti peggiori proprio perché vedono e fanno riaffiorare il nostro lato più sincero. Allora mi spiegate come possiamo fargli questo? Anche io farei quella faccia fossi in lui! Pavimento in pietroline bianche e grigie: Leggi fra le righe: nessuno ha bisogno di te! Screpolatura sul muro: Non stai bene in questo post carrello caro? Che bisogno hai di riempirti di vane cose! Ci sono io accanto a te! Una sfumatura d'arancio ci accomuna. Scale: Non servi a nulla tu che non puoi salir noi scale! Che se ne fanno di uno, pesante e ruotato, come te! Carrello: Aspetterò ancora! Sono sicuro che qualcuno, prima o poi, avrà bisogno della mia ampiezza d'animo e del mio sopportar qualsiasi fardello! Non credete? E poi con le mie ruote in un lampo son dovunque! Foto di Smillapiffi Corto Maltese, ha scritto un post sul suo sorriso. Un sorriso che, se non si vede, è presente e brillante nel suo cuore. Morbido e senza spigoli. Mi ha fatto così riflettere su quello che si può celare dietro ad ogni sorriso. Non sempre un sorriso sul volto corrisponde ad un sorriso nel cuore e viceversa. Se siamo attenti ce ne accorgiamo! Il corpo parla. Corto scrive: apro gli occhi e lascio uscire il mio sorriso. Ma a volte un sorriso, come il suo, rimane troppo nascosto e gli altri lo lasciano solo, nell'impressione di una certa malinconia. Quanti sorrisi non espressi, quanti sorrisi amari, felici o di sdegno. Mai hanno visto la luce. Che faranno ? Scoppieranno? E dietro i sorrisi? Studiosi di tutti i tempi hanno scritto ormai meraviglie su ciò che sta dietro al sorriso più famoso del mondo. Io mi sono ricordata però che qualcosa qualcuno è riuscito a scoprire... di inedito. Guardate quì e giocate con lei: Giustamente Rearwindow mi suggerisce la famosa melodia scritta da Charlie Chaplin per il film Tempi moderni del 1934. Grazie! (Charlot è una mia passione, sono cresciuta a pane e film di Chaplin!) Ed eccola quà: Smile (Per questa versione, di Nat King Cole, è stato aggiunto il testo nel 1954). Nat è uno dei cantanti più innovativi nella musica commerciale americana degli anni'40-'60. Ho trovato anche quest'altra versione jazz più moderna di Didi Mudigdo - vocals, piano, Gary Holgate - double bass, Dave Goodman - drums. Se avete voglia e tempo ascoltatela: Smile Ed ecco quà, per finire, un altro contributo, un simpatico e divertente racconto di Zop! Dal titolo: Giò e Leo, sempre sul più misterioso e affascinante sorriso del mondo! P.S. E ricordate sempre che: un giorno senza un sorriso è un giorno perso. (Charlie Chaplin)
cosa fai questa sera? se mi mandi un sms ti chiamo appena posso, ciao
ciao, cell. 00000 666666 9999999
scusa ma non sono pratico di questa cosa sono appena rientrato da n york in italia...
* rumore di lunghe ciglia sinuose che sbattono languidamente
Il ridicolo, grazie a una intrepida mano umana, è passato di qui e ha coperto ogni traccia di caninità.
Carrello:Ehi di casa! Nessuno deve andare a far la spesa oggi? Sono secoli che sosto quì vuoto ed inutile! 
