Nella notte la piazza era così nera ma così nera che non si vedeva proprio nulla da quì a lì e anche
l'uomo era così nero, dagli occhi neri e i capelli neri che non si distingueva sul marciapiede.
Suonava sotto le finestre di Betty e la sua tromba si stagliava nel buio come una candela fluttuante e leggera diffondendo la sua musica nel vuoto della piazza deserta che risuonava come una chiesa.
Betty nella stanza lo ascoltava con gli occhi chiusi, serrati mentre le note, una ad una, le entravano dalle orecchie e la riempivano di lacrime.Sapeva che era inutile che lui suonasse non sarebbe tornata indietro. Troppo aveva sopportato da quell'uomo. Ma come un pescatore con la rete, nella notte, cattura e trascina i pesci fuori dal mare, così quel suonare nel buio le portava via tutte le lunghe sere solitarie ad aspettarlo e i profumi delle donne sconosciute scoperti sui suoi vestiti e l'amarezza e la solitudine che la tormentavano da quando se ne era andata via. E gli era grata per questo.

Le lacrime le ripulivano gli occhi e il sangue lasciandola limpida e leggera.Tutta la notte l'uomo suonò per lei. All'alba Betty scese con una brocca di cristallo chiusa da un tappo a biglia. Sono le mie lacrime di questa notte, gli disse, conservale come un ricordo. L'acqua che contiene prova che ti ho perdonato. Hai spremuto, insieme ad ogni lacrima, tutto il rancore che mi rodeva.
L'uomo prese la brocca e tornò a casa. La posò sul tavolo ingombro di fogli scritti disordinatamente, spartiti stampati, bicchieri sporchi, bottiglie, portaceneri mai vuotati. Stanco si lasciò cadere su una sedia, appoggiò i gomiti al tavolo e fissò quella brocca come fosse uno specchio. La tromba ancora nella mano sinistra e l'altra che gli reggeva il viso assorto. Non sapeva quali brani avesse suonato ma quel dedicarsi a lei invece di svuotarlo lo aveva calmato. Sentiva una pace nuova nonostante la sconfitta. Non sentiva più il desiderio inarrestabile di lei, di quella pelle dalla sfumatura così particolare, dal colore mai visto.
Con il primo sole il gatto della padrona di casa entrò dal poggiolo. Vagava per i tetti ed entrava nelle case per qualche bocconcino da strappare al buoncuore dei pensionanti. Saltò sul tavolo e annusò un bicchiere storcendo il naso per il residuato dall'odore pungente si avvicinò poi curioso alla brocca di cristallo camminando su uno spartito. Và via gatto! Fece l'uomo scacciandolo con la mano. Il gatto che non si era accorto di lui così immobile, scorgendolo improvvisamente si spaventò talmente che volgendosi di scatto per fuggire urtò la brocca che cadde lasciando rotolare il tappo a biglia. Il contenuto si rovesciò sul tavolo.
L'uomo non si mosse fino a sera.
L'acqua sciolse tutto l'inchiostro, intrise completamente la carta dei fogli sparsi, un poco evaporò. Nella notte l'uomo scrisse sugli stessi fogli ormai asciutti ma zuppi di quell'acqua ogni nota suonata la notte precedente.
Blue in Green - Miles Davis
categoria:schwarz peter, sotto le stelle del jazz









Quando Pop arrivò, scoprendoci, assunse un'espressione così stupita che non me la scorderò facilmente. Io e l'uomo scimmia stavamo improvvisando uno dei mie tanghi vals.