lunedì, 21 maggio 2007

dal disegno di Shakib

Nella notte la piazza era così nera ma così nera  che non si vedeva proprio nulla da quì a lì e anche Miles by Waldemar SWierzyl'uomo era così nero, dagli occhi neri e i capelli neri che non si distingueva sul marciapiede.

Suonava sotto le finestre di Betty e la sua tromba si stagliava nel buio come una candela fluttuante e leggera diffondendo la sua musica nel vuoto della piazza deserta che risuonava come una chiesa.

Betty nella stanza lo ascoltava con gli occhi chiusi, serrati mentre le note, una ad una, le entravano dalle orecchie e la riempivano di lacrime.Sapeva che era inutile che lui suonasse non sarebbe tornata indietro. Troppo aveva sopportato da quell'uomo. Ma  come un pescatore con la rete, nella notte, cattura e trascina i pesci fuori dal mare, così quel suonare nel buio le portava via tutte le lunghe sere solitarie ad aspettarlo e i profumi delle donne sconosciute  scoperti sui suoi vestiti e l'amarezza e la solitudine che la tormentavano da quando se ne era andata via. E gli era grata per questo.

TRUMPET_GAME

Le lacrime le ripulivano gli occhi e il sangue lasciandola limpida e leggera.Tutta la notte l'uomo suonò per lei. All'alba Betty scese con una brocca di cristallo chiusa da un tappo a biglia. Sono le mie lacrime di questa notte, gli disse,  conservale come un ricordo. L'acqua che contiene prova che ti ho perdonato. Hai spremuto, insieme ad ogni lacrima, tutto il rancore che mi rodeva.

L'uomo prese la brocca e tornò a casa. La posò sul tavolo ingombro di fogli scritti disordinatamente, spartiti stampati, bicchieri sporchi, bottiglie, portaceneri mai vuotati. Stanco si lasciò cadere su una sedia, appoggiò i gomiti al tavolo e fissò quella brocca come fosse uno specchio. La tromba ancora nella mano sinistra e l'altra che gli reggeva il viso assorto. Non sapeva quali brani avesse suonato ma quel dedicarsi a lei invece di svuotarlo lo aveva calmato. Sentiva una pace nuova nonostante la sconfitta. Non sentiva più il desiderio inarrestabile di lei, di quella pelle dalla sfumatura così particolare, dal colore mai visto. 

Con il primo sole il gatto della padrona di casa entrò dal poggiolo. Vagava per i tetti ed entrava nelle case per qualche bocconcino da strappare al buoncuore dei pensionanti. Saltò sul tavolo e annusò un bicchiere storcendo il naso per il residuato dall'odore pungente si avvicinò poi curioso alla brocca di cristallo camminando su uno spartito. Và via gatto! Fece l'uomo scacciandolo con la mano. Il gatto che non si era accorto di lui così immobile, scorgendolo improvvisamente si spaventò talmente che volgendosi di scatto per fuggire urtò la brocca che cadde lasciando rotolare il tappo a biglia. Il contenuto  si rovesciò sul tavolo.

L'uomo non si mosse fino a sera.

L'acqua sciolse tutto l'inchiostro, intrise completamente la carta dei fogli sparsi, un poco evaporò. Nella notte l'uomo scrisse sugli stessi fogli ormai asciutti ma zuppi di quell'acqua ogni nota suonata la notte precedente.

Blue in Green - Miles Davis

postato da: Smillapiffi alle ore 19:30 | Permalink | commenti (34)
categoria:schwarz peter, sotto le stelle del jazz
venerdì, 18 maggio 2007
 The Theme

L'uomo scimmia uscì dallo stereo all'apparenza senza fatica. Si materializzò attraversando il tessuto acrilico e nero delle casse, salendo le scale delle parole di Paolo Conte che cantava "Sotto le stelle del jazz" e  mi si parò davanti così:un viso di scimmia su un corpo di uomo fuligginoso e barcollante.

Mi scappò da ridere. Pop! - chiamai – Pop! l'uomo scimmia Pop!

Sssh - mi incalzò l'uomo - Non vedi? Ho bisogno di un momento di raccoglimento. Non sembra ma non è facile percorrere le onde del suono. E poi lo sai come è fanatico Pop! Metterebbe tutto a soqquadro se sapesse che sono arrivato da una canzone del suo beneamino!

Già - ridacchiai. Annuii - Allora riposati, stenditi un momento - gli dissi e gli indicai il letto dove gatta lo guardava strabiliata

Ma l'uomo scimmia mi aveva già voltato le spalle e rovistava fra i miei CD facendo una confusione che non vi dico..

Un valzer! Non hai un valzer di Johann Strauss? Non si ascolta più, al mondo d'oggi, Sul bel Danubio blu?

Come, come? - esclamai – Tu l'uomo scimmia del jazz che vuoi un...

Massì finiamola con 'sto jazz chi se lo fila.Vorrei ballare un bel valzer viennese con te! E mi guardò con quegli occhi acuti e ridenti da scimmia impenitente.CTI8-AAJQuando Pop arrivò, scoprendoci, assunse un'espressione così stupita che non me la scorderò facilmente. Io e l'uomo scimmia stavamo improvvisando uno dei mie tanghi vals.  

Figuriamoci!

Scorgendo Pop l'uomo scimmia con aria disperata cominciò subito a lamentarsi:

E' una vera lagna! Un valzer di Strauss è tutta un'altra cosa!

Pop con mia somma sorpresa (in questa storia si sorprendono tutti) si impietosì del suo sconforto comprendendo subito (!) la situazione.Gli prestò uno dei suoi abiti da cerimonia, un tight  nuovo fiammante, che lo rese, quasi, un figurino, mi fece indossare un vestito dalla gonna ampia e fluttuante di mia nonna e ci portò tutti e due in un antico palazzo dove  in una grande sala luminosa tutta specchi e vetrate, cavalieri e belle dame ballavano sognanti musiche viennesi. L'uomo scimmia mi invitò subito a ballare e devo dire che colpimmo tutti, sia per il suo aspetto straordinario sia nel senso letterale del termine!

Bevemmo champagne, facemmo ridere i camerieri. Alla fine insomma ci divertimmo come matti! Anche Pop che russò allegramente su una poltrona tutta la sera!

Tornando  all'alba

sotto le stelle di Genova,

in un vicolo stretto e buio,

due uomini e una donna camminano

o ballano

chissà

dudad dudad dudà

dudad dudad dudà

Stained Glass

Disegni di James R. Iafrati :  1) The Theme 3)Stained Glass

 

2) copertina dell'album Youkali  di Jm Hall

postato da: Smillapiffi alle ore 17:19 | Permalink | commenti (12)
categoria:sotto le stelle del jazz
Carlos Costantini

Javier Rodriguez y Geraldine Rojas