Nonostante tutti i tentativi intrapresi da chi so io per sviarmi dal mio proposito, sono riuscita ad andare a vedere iL FILM GOMORRA Premetto che non ho letto il libro ma la mia prima sensazione a sorpresa è che non indugia affatto nel racconto, è un film che non si dilunga in descrizioni di personaggi, storie personali , caratteri. La denuncia è primaria a tutto.Una denuncia che proclama a gran voce che ci sono generazioni, quartieri, regioni e uno stato: la nostra Italia, lasciati a se stessi e alla malavita, all'aberrazione più totale, all'autogol, mi è apparsa infatti all'improvviso proprio questa parola e nella sua forma più clamorosa. Emblematico è il napoletano che avvelena la sua terra per ottenerere i soldi per curarsi dai veleni! O il sarto dalla grande capacità anche se solo per copiare manifatture italiane sartoriali di altrettanto valore (primo autogol) e che decide di svendere il suo talento alla concorrenza ( II autogol). Come possiamo noi italiani riuscire là, dove facciamo di tutto per perdere e perdere noi stessi! L'altra priorità del film che emerge senza sbavature è la descrizione angosciante dei luoghi degradati dove si svolgono gli avvenimenti unita allo snocciolarsi degli stessi avvenimenti che pur essendo sconvolgenti si succedono tranquillamente nella loro ferocia come fossero quotidiani e banali. Tutto in funzione della denuncia in atto nel film. Ma nonostante il non voler indugiare sui personaggi singoli e le loro storie, il non strizzare l'occhio a buonismi, a racconti che avrebbero avuto eccessivo patos, nel tentativo dunque di raccontare seccamente e in tono asciutto la trama del film, emergono paradossalmente, a tratti, in senso squisitamente cinematografico, personaggi "affreschi" che con poche sequenze di immagini riescono ad affiorare con grande forza narrativa, penso ad esempio al bambino nella piscinotta casalinga in mezzo al degrado e agli spari, all'uomo impiegato della camorra che aiuta la donna ad asciugare il pavimento.. E così mi sorprendo a pensare: non sono singoli personaggi indipendenti e unici ma siamo NOI Italiani, personaggi archetipi degli italiani, NOI in varie fasi e momenti della vita: Il bambino che si affaccia alla vita e che non ha altri modelli da imitare se non chi ha sempre intorno: i camorristi (o gente simile: i furbacchioni, gli arroganti, quelli in malafede), per poi irrimediabilmente diventare lui stesso così, il giovane del sud che si presta pur di lavorare a un lavoro sporco salvo poi cercare di ribellarsi, due ragazzi sbandati, ignoranti, quasi pazzi nella ricerca di una identità falsa e perduta (chi da adolescente non ha sentito quella superbia che ti fa dire ma io ce la posso fare sono imbattibile, sono Scarface, ve la farò vedere per poi prendersi delle grandi facciate nei muri da chi non ha certo pietà).Forse i due ragazzi folli nel loro delirio di onnipotenza incarnano proprio il malsano e lo schizzofrenico di questo sistema italiano mafioso che crea mostri che poi non possono e non riescono a sopravvivere alle sue stesse regole. Poi c'è Il sarto copia griffe, l'emblema del lavoratore sfruttato che per amore del suo lavoro e a causa della poca valorizzazione ricevuta lavorando con sacrificio e competenza, cerca di insegnare e di ricevere riconoscimento vendendosi alla concorrenza per poi buttare alle ortiche questa sua grande capacità artigianale per salvarsi. Siamo noi. Ma più di tutti emerge la figura italiana archetipa dell'impiegatuccio della camorra, l'uomo pauroso e debole che vorrebbe lavorare in pace,(anche se per la camorra!), che non vorrebbe prendere posizione come non vorrebbe la violenza pur annegandoci dentro. Che non riesce a difendere nemmeno le persone che gli stanno a cuore e scavalca timoroso i cadaveri e fugge CERCANDO DI NON GUARDARE!categoria:progetti, storie vere, perdersi, aiuto gli unni
















Qualcuno la prende, la chiave più grande, troppo grande e decide per te della tua vita. Con quella chiave apre un periodo spaventoso pieno di luoghi difficili da percorrere, con imprevisti ed incognite, momenti pesanti da decifrare. Stravolge la tua vita per un attimo o forse più. E non puoi farci nulla e niente può fermarlo perchè, ed è questo fondamentale, anche chi brandisce la chiave malefica ha le sue ragioni e la sua rabbia è autentica. 
Non è stato carino no, O 




* rumore di lunghe ciglia sinuose che sbattono languidamente